sabato 7 maggio 2011

Passione: é arrivata la mentina dell’amore effetto viagra

Sono in molti gli uomini che soffrono di problemi di erezione, pare infatti che siano più di 3 milioni gli italiani che hanno questi problemi sotto le lenzuola.
E’ arrivata però la mentina dell’amore, una novità che in pochissimo tempo pare regali degli effetti molto soddisfacenti!
Si tratta di una mentina di 10 mg che appena si scioglie nella bocca, regala degli effetti davvero miracolosi!
Una caramella insomma al gusto di menta che può essere assunta con molta semplicità e all’occorrenza.
Il nome di questa pastiglia é Vardenafil orodispersibile e anche per la sua praticità (ovvero non occorre che venga assunta con l’acqua) ha già riscosso molto successo.
La notizia di questa “cura al gusto di menta” che promette notti di passione ha destato l’interesse di moltissime persone che sono alla ricerca di informazioni su questo prodotto.
Ad avere problemi di erezione pare infatti che siano almeno il 13% di uomini che hanno un’età compresa tra i 40 e i 70 anni.

                                                                                                                                    (Fonti varie)

venerdì 6 maggio 2011

Mamma come nascono i bambini?

Come rispondere alla fatidica domanda. La sessualità è una realtà tormentata, è sempre stata motivo di preoccupazione e minaccia per i sistemi sociali ed educativi. 
 
Non ne è esente il sistema familiare, pensiamo a quando le dinamiche all'interno della famiglia subiscono grossi scossoni a causa della presenza di spinte di autonomia e ribellione del figlio adolescente che vuole definire la propria identità e la propria sessualità.
Partiamo, però, dal presupposto che quando si parla di sessualità non si intende esclusivamente il rapporto agito, ma tutta l'evoluzione dell'individuo “sessuato” dalla nascita fino alla fine della vita.
Così anche il bambino è un essere sessuato capace di manifestare pulsioni, l'intero suo corpo è fonte di intense percezioni sensoriali, normalmente molto gratificanti, come ad esempio succhiare dal seno della madre e riceverne oltre che cibo, amore. Questa premessa vorrebbe tentare di spiegare come anche molto piccolo, l'essere umano, è in grado nel ricevere e nel dare piacere, di riconoscerlo e di ricercarlo.
L'individuo adulto approccerà un piacere più evoluto che conserva “in memoria” l'antico piacere ricevuto nel rapporto con la madre.
Chiediamoci perchè, allora, quando si ha a che fare con la parola sesso ci irrigidiamo di colpo, soprattutto se siamo di fronte ad un bambino? Perchè il concetto di “piacere” che sta dietro questa parola ci disarma al punto che non sappiamo più cosa dire?
Il sesso ha sempre riguardato una sfera misteriosa, nascosta in molte culture, compresa la nostra. E' retaggio culturale ed educativo, purtroppo è anche tabù, molto presente ai nostri giorni nonostante i messaggi disinibiti dei mass-media.
Ma chiediamoci perchè al bambino che vive in seno ad una famiglia “sana” e che vede costantemente come si muove, come relaziona e comunica la coppia in qualità di uomo e donna non sia possibile, anzi auspicabile, spiegare il mistero della nascita?
E' un mistero che non dovrebbe più rimanere tale, il bambino, anche in età di scuola dell'infanzia (4-5 anni) potrebbe maturare delle riflessioni su causa ed effetto e chiedersi, ad esempio, nel vedere la mamma di una sua compagna con il pancione che cosa sarà mai, perchè solo alcune donne ce l'hanno, perchè la sua mamma non ce l'ha.
La parola d'ordine è il rispetto, per meglio dire, il rispetto dell'intelligenza del bambino che, seppur piccolo, ha tutto il diritto si sapere veramente come stanno le cose, la verità.
Egli ha molta fiducia nell'adulto e non metterebbe mai in discussione una tesi falsa che le viene proposta ma , nel momento in cui disporrà di strumenti adeguati atti a far maturare in lui giudizio critico, egli si sentirà tradito e la sua fiducia generale, che definirei quasi cosmica, nei confronti del mondo adulto, verrà meno.
Quando il bambino vi pone quella domanda che voi avete sempre temuto prima o dopo che sarebbe arrivata, anzichè disperare dovrete gioire, sarà questo il segnale di crescita cognitiva del vostro bambino e segnala l'arrivo ad una tappa importante dello sviluppo del pensiero: la capacità di astrazione, di simbolizzazione.
Ora saprete con certezza che egli è “pronto” per ricevere una vostra spiegazione accuratamente composta da termini semplici che siano a lui comprensibili ma non per questo dovranno essere privi di scientificità, rigore e correttezza.
Il genitore non dovrà diventare e improvvisarsi un esperto in educazione sessuale, dovrà affidarsi alla propria enfasi affettiva e protettiva, ricordando sempre, però, che ha di fronte un essere “pensante” che in quel momento manifesta una richiesta di soddisfazione di un bisogno conoscitivo.
Non c'è una ricetta o uno schema da seguire dal momento che ogni bambino è portatore di un proprio universo, un proprio vocabolario che il genitore, se attento, conosce perfettamente.
Così come non è mai sbagliato parlare con chiarezza di fronte ad una domanda allo stesso modo è sconsigliabile anticipare lo sviluppo del bambino, ossia parlare di questioni, quindi anche quelle relative alla sessualità, quando il piccolo non manifesta ancora delle curiosità. L'adulto che vuole “insegnare” seguendo un proprio bisogno non rispetta i tempi del bambino e potrebbe generare in lui ansie inutili e dannose.
Il bambino “rispettato” nella sua capacità di comprendere diventerà l'adolescente provvisto di attrezzi propri che lo aiuteranno a muoversi autonomamente e con giudizio critico, sarà l'adulto in grado di relazionare e di riproporre il modello della coppia che ha vissuto in famiglia attraverso la partecipazione e il coinvolgimento emotivo.
 Ricordatevi che un bacio di mamma e papà di fronte al bambino è un meraviglioso messaggio di sessualità, affetto, ma soprattutto di amore e giunge molto più efficacemente di mille parole.

                                                                                                       (Fonti varie)

Amore: esiste ancora?

L'amore è un concetto così vasto, personale, soggettivo che rimane, forse, una delle poche caratteristiche umane misteriose, difficili da indagare e da spiegare. Cerchiamo di capire insieme cos'è cambiato. 
 


Il tentativo di restringerlo dentro ad una definizione potrebbe essere maldestro, ma per ragioni di economicità tenterò di farlo.
L'amore è “essere per altri”, è perdersi l'uno nell'altro, è superare il proprio interesse andando “oltre”.
La persona che si ama è ai nostri occhi importante di per sè e non costituisce mai un ostacolo, limite alla nostra libertà, al nostro agire, alla nostra realizzazione, ma, al contrario, noi siamo veramente ciò che siamo attraverso colui o colei che amiamo. Tutto ciò che si fa, che si costruisce nel corso della vita diventa pieno di significati solo se lo condividiamo con la persona che si ama.
Potremmo fare chissà quanti e quali disquisizioni filosofiche, psicologiche, psicoanalitiche, letterarie (pensiamo a Dante!) in merito all'amore, esso è stato oggetto di interesse dall'inizio della storia dell'uomo.
“Amore”, racchiude tutte le possibili caratterizzazioni, da quello genitoriale (che ne costituisce il prototipo), fraterno, a quello oblativo e potremmo andare avanti all'infinito, ma in tutte queste opzioni esiste un'unica radice: il superamento del proprio interesse egoico a favore dell'altro. Non possiamo e non dobbiamo certo escludere da tutto ciò l'amore all'interno della coppia, esso ha avuto un'evoluzione storica e non ha certo terminato di ridefinirsi continuamente e riorganizzarsi in termini di elemento prioritario nella vita a due. La coppia oggi si costruisce nell'amore, inizialmente ci si innamora, ossia si vede nell'altro parti e caratteristiche di se stessi poi, nel superare questo momento che definirei “narcisistico” si giunge a dedicarsi realmente all'altro e a sperimentare l'amore con la fatidica “A” maiuscola.
L'altro diventa non un semplice “tu”, ma persona che comprendiamo e che ci comprende, qualcuno il cui giudizio è in grado di dare valore o di toglierne. L'amore rimane componente essenziale nella vita della coppia di oggi, paradossalmente l'uomo e la donna moderni incontrano difficoltà nello stare insieme realizzando frequenti separazioni, proprio perchè si crede alla necessità della presenza dell'amore nel rapporto a due e quando questo viene meno non è più possibile accettare compromessi o riparazioni, la coppia non funziona più e si scioglie. Il motivo per cui 'amore nella coppia sia soggetto a cadute così repentine sarebbe da ricercare forse in termini sociologici, ma non è qui la sede.
L'amore nella coppia moderna è amore maturo, consapevole in cui si evidenziano dei bisogni reciproci che portano all'esperienza erotica che, come spiegato da Maslow, riporta a tre elementi fondamentali: bisogno di stare insieme fisicamente, il mostrarsi quello che realmente si è e la capacità di amare e di essere amati che trova la sua essenza nel riconoscere i bisogni del partner, nell'accettazione dell'altro e nel rispetto delle due individualità.
La maturità nell'amore è capacità di stare insieme senza timore di perdere il proprio Io nell'altro Io. Questa, in una definizione, è l'impostazione vincente dell'amore nella coppia di oggi, ma sempre ponendosi nei confronti di esso non come un “qualcosa”che deve giungere dall'esterno, come fosse un dono ma come un'attiva e desiderata conquista personale, per dirla attraverso una frase di E. Fromm:
“La maggiorparte della gente ritiene che amore significhi “essere amati”, anzichè amare”

                                                                                               (Fonti varie)

Il caffè: proprietà benefiche

L’ azione eccitante della caffeina si protrae da una a due ore dopo averla bevuta, agendo sul sistema nervoso cerebro-spinale, provoca un risveglio delle facoltà mentali, allontana la sonnolenza, la noia, la stanchezza, anche quella psichica, gli stati depressivi, potenzia le capacità della memoria, dell’apprendimento, dell’intuizione e della concentrazione, facilita la percezione degli stimoli sensoriali, attenua le cefalee e le emicranie in genere. E aiuta a perdere peso!
Il caffè appena svegli aiuta la peristalsi intestinale
È una bevanda energetica adatta per il risveglio mattutino.
Bevuta a digiuno, può anche favorire la peristalsi intestinale.
A metà mattina stimola le facoltà cerebrali
Il caffè infonde la carica e favorisce l’attenzione.
Dopo pranzo, aiuta a vincere la sonnolenza postprandiale e accelera il metabolismo
Il caffè preparato con la moka e gustato amaro, sorseggiato dopo i pasti, aiuta il fegato e agisce sulle pareti dello stomaco, favorendo la secrezione dei succhi gastrici, avviando e migliorando il processo digestivo. E in più, stimola una naturale azione bruciagrassi.
Se hai il mal di testa, vince il dolore
La caffeina contenuta nel caffè stimola la produzione delle cosiddette “morfine endogene” (fabbricate dall’organismo): endorfine ed enchefaline che svolgono un’azione antidolorifica soprattutto nei confronti della cefalea. Inoltre il caffè è leggermente diuretico e aiuta a eliminare certe ritenzioni idriche che sono spesso la causa prima del mal di testa.
A metà pomeriggio ti “tira su”
Se alle 5 del pomeriggio gli occhi si cominciano a chiudere (momento “down”), un caffè può diventare un eccitante. Se, al contrario, a quell’ora si è vivaci (momento “up”) non succederà nulla e potremo dormire sonni tranquilli. È certo comunque che una tazzina fumante aiuta la concentrazione.
Alla sera, solo se non sei sensibile…
Il fatto che il caffè contrasti il sonno è soggettivo. Si crede che sia così perché il caffè viene bevuto durante i break per avere una “scossa”. Non è provato, ma è possibile che in persone particolarmente sensibili, prendere il caffè prima di andare a dormire possa influire sulla qualità del riposo notturno.
A metà pomeriggio e alla sera: preferire la qualità arabica 100%, con un minor contenuto di caffeina rispetto alle altre varietà.
Prima della palestra per un’azione snellente più efficace
Per alcuni il caffè è un attivatore della peristalsi intestinale, tanto che lo prendono la mattina a digiuno proprio per facilitare l’evacuazione. Per queste persone, è meglio evitare il caffè prima della palestra… (e non è una battuta!!!).
Per chi non ha questi effetti, il caffè prima della palestra (americano, con più caffeina) favorisce una maggior azione bruciagrassi…  esistono in commercio integratori a base di caffeina, che però vengono considerati dopanti.
A livello della muscolatura il caffè potenzia la capacità di contrazione muscolare, riduce la stanchezza, migliora il coordinamento dei movimenti e il rendimento sportivo.
Dopo la palestra
Allevia la stanchezza, specialmente negli sport di lunga durata, quando maggiormente la fatica si impadronisce del fisico ed i movimenti tendono a farsi pesanti.

                                                                                                     (Fonti Varie)

giovedì 5 maggio 2011

Il sudore

Ce lo spiegano i dermatologi AIDECO. I consigli degli specialisti per garantirci il benessere, la freschezza e la protezione della pelle
 
Capita che una sudorazione improvvisa ci colga impreparate, perché intervengono fattori che non avevamo previsto. Diventa quindi importante capire il meccanismo che la regola. Sarà l’arma che ci permetterà di non subire "in contropiede" questa piccola défaillance. Responsabili di tutto sono le ghiandole sudoripare. Ne abbiamo più di tre milioni, disseminate su tutta la superficie del corpo, concentrate sulla pianta di piedi, mani, fronte, ascelle e zona genitale. Ce ne sono di due tipi, regolate da ormoni e dal sistema nervoso. In genere si fa una distinzione tra sudore termico, che regola la temperatura del corpo e tra sudorazione emotiva,controllata dal sistema nervoso simpatico.
Sudare è una normale funzione dell’organismo, importante perché attraverso di esso si eliminano le tossine e le scorie della pelle, essenziale per la regolazione della temperatura corporea. Addirittura vitale quando la temperatura esterna supera i 37 gradi, perché, aumentando la traspirazione, permette di mantenere l'omeostasi termica.
Questo meccanismo di traspirazione della pelle è anche una forma di comunicazione non verbale. Con l’odore corporeo, (il così detto “sudore apocrino” che non partecipa alla termoregolazione ma è invece responsabile della “firma chimica” di ognuno di noi) trasmettiamo anche informazioni come lo stato ormonale, uno dei principali elementi di attrazione sessuale e le emozioni momentanee (paura, rabbia, ecc). Questi dati, codificati dal sistema limbico, sono comunicati e assimilati in maniera inconscia; ecco perché quando si parla di amore a prima vista o di antipatia istantanea si parla di sensazioni "a pelle". Infatti, è anche una questione di odore, di segnali che trasmettiamo e riceviamo.
Il sudore, quello prodotto dalle “ghiandole eccrine” di per sé è inodore: è fatto di acqua, zuccheri e sali minerali. È il contatto con i batteri presenti sulla pelle che dà luogo a un odore acre e sgradevole. Per questo il sudore non è socialmente accettato ed è un problema da combattere quotidianamente.
Nelle donne è la zona ascellare quella più a rischio. Ed è soprattutto questa la zona su cui dobbiamo intervenire: essa infatti presenta una maggior quantità di batteri, responsabili della trasformazione del sudore in odore forte e pungente.
È bene, perciò, seguire le indicazioni dei medici dermatologi che ci indicano come una perfetta igiene sia la base per prevenire ogni disagio. Ma alla quotidiana pulizia dovremo poi abbinare prodotti, come i deodoranti, in grado di risolvere, o meglio anticipare, ogni “inconveniente”. Proprio da AIDECO, l’Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia arriva la raccomandazione di non affidarci al primo che capita ma di scegliere piuttosto prodotti intelligenti che ci seguano nell'arco della giornata, che non alterino la traspirazione e che proteggano la nostra pelle.
Oltre alla pulizia, all’uso di un deodorante di qualità e di tessuti naturali e non sintetici, un ulteriore consiglio degli esperti è di "sfoltire" la peluria del cavo ascellare che trattiene i batteri, causa del cattivo odore.
Insomma, per l’odore di sudore non ci sono più scuse. Accettarlo come fatto naturale sì ma renderlo innocuo nei suoi aspetti “negativi” è altrettanto importante. E soprattutto fattibile.

                                                                                                     (Fonti Varie)

Raffreddore: conosciamolo meglio...

Di lui sappiamo tutto… ma davvero lo conosciamo così bene?
 
Naso “in fiamme”, starnuti, occhi gonfi, voce cavernosa… Ma che fastidio il raffreddore! Arriva, ci scompiglia, ci bersaglia, manda a monte le nostre attività quotidiane. Tanto noioso quanto comune, il raffreddore è uno dei malanni più frequenti, tanto che rientra a pieno titolo tra le cosiddette “malattie di stagione”.
Ci verrebbe da dire che di lui sappiamo tutto… Ma davvero lo conosciamo così bene? Tra i leggendari rimedi della nonna, suffumigi e beveroni, in realtà intorno alle cure del raffreddore si è creata una certa confusione.

Alcune informazioni andrebbero approfondite e alcuni luoghi comuni sfatati, per imparare a curarlo in modo appropriato e soprattutto a prevenirlo.
Innocuo e contagioso
Esistono circa 200 tipi di virus responsabili del raffreddore. Tra le cause che ci espongono maggiormente a contrarre questo disturbo rientrano il freddo, le correnti d'aria, i piedi bagnati, l’umidità invernale, gli sbalzi di temperatura, il passaggio di batteri che avviene attraverso il tatto. Anche stanchezza e stress, abbassando le nostre naturali difese immunitarie, possono favorirne l’insorgenza.

Per contatto o via aerea
Sta di fatto che il rinovirus si trasmette per contagio e questo può avvenire per contatto o per via aerea. Il raffreddore non si cura con gli antibiotici (salvo complicanze come per esempio le bronchiti o le otiti). Normalmente basta un decongestionante e nei casi più acuti può rivelarsi efficace un antinfiammatorio. Per contro, rimedi mutuati dalla tradizione come i suffumigi possono dare sollievo, ma questo è del tutto momentaneo. Bere molta acqua fa bene perché depura l’organismo, mentre le tisane di per sé non sono la cura miracolosa, ma costituiscono semplicemente una bevanda calda, quindi ristoratrice e “confortevole”. Importante infine è curare l’alimentazione: deve essere leggera e nutriente, ricca di vitamine.
Lo strumento più efficace
Per non contrarre il raffreddore l’unico sistema è la prevenzione, da rafforzare con prodotti di prima difesa che combattono il virus prima che si sviluppi. Si tratta di appositi spray nasali, arricchiti con estratti vegetali, da usare non appena si avvertono i primissimi sintomi di un raffreddore. Questi agiscono in profondità nella cavità nasale, dove si annidano i germi. La loro efficacia è determinata da uno speciale micro-gel che attacca il virus nella rinofaringe, lo incapsula rendendolo innocuo e aiuta il corpo ad eliminarlo naturalmente.

Insomma, la prima difesa contro il raffreddore è proprio l’attacco…Da sferrare ai primi sintomi, prima che abbia il tempo di svilupparsi!   


                                                                                                       (Fonti varie)

Infedeltà: questione di geni?

L'infedeltà ha la sua origine nei geni? Scopriamo e valutiamo insieme le risposte a questo affascinante e dibattuto interrogativo. 
 
E' necessario innanzitutto sfatare il luogo comune secondo il quale gli uomini sono più infedeli delle donne. L'incidenza è maggiore proprio in quest'ultime e le ragioni possono essere molteplici.
Esse possono risiedere nella persona stessa, come necessità personale a voler confermare la propria capacità seduttiva e il proprio narcisismo, mai superato. Il passare da una relazione all'altra e mantenerne in contemporanea più di una, indica senza ombra di dubbio un amore esasperato per se stessi che trova gratificazione nel vivere costantemente in una situazione di innamoramento. Noi sappiamo che l'innamoramento è l'esaltazione del sè,  rispecchiarsi  nell'altro ed averne un rimando positivo, soddisfacente che alza notevolmente la propria autostima.
Tutti possiamo ricordare i nostri innamoramenti come i periodi più belli e intensi della nostra vita.
La donna, quindi, è secondo le statistiche quella che tradisce di più, ma lo fa magari una sola volta e per ragioni ben precise, a meno che non risiedano in essa patologie inerenti la relazione.
Nell'uomo è più frequente  in fenomeno del “collezionismo”, ci sono uomini che non riescono a contemplare di avere una relazione con una donna sola alla volta, tantomeno per la vita. I collezionisti soddisfano criteri di ostentazione del proprio potere, della propria seduttività. A volte questi uomini vogliono solo mostrare a se stessi di essere in grado di “conquistare”, tanto che al momento di passare all'agito  si ritrovano a fare marcia indietro.
Ritroviamo questa tipologia in qlcune caratteristiche di personalità che sono state ben definite attraverso parametri psicologici.
Willy Pasini li suddivide in:
- Compulsivi, coloro che non concepiscono di avre una relazione stabile e sono spaventati da ciò che significa “impegno”
- Schizoidi, dividono i sentimenti e gli affetti e sovente trovano nelle donne, scelte accuratamente, la soddisfazione di desideri magari anche opposti
Queste tipologie di uomini hanno comunque una cosa che li accomuna: l'incapacità di gestire un rapporto intimo.
Nell'ambito di una coppia che potremmo definire “normale” una componente che espone al rischio di tradimento è la “chiusura” ostinata.
La coppia aperta condivide molto, direi quasi tutto faccia parte della coppia stessa  e quaqndo si arriva al tradimento è perchè ormai non ci si aspetta più nulla dalla propria relazione di coppia, ovvero non si crede più in essa.
Le ragioni più frequenti che spingono a tradire si ritrovano quando in una relazione non si affrontano i problemi che emergono, li si negano;
quando il partner non ha più stima di noi, quando si provano vissuti di inferiorità; quando si sperimentano frustrazioni e insoddisfazioni nella sessualità; quando la coppia vive in uno stato di eccessiva “fusione”;per ragioni di vendetta; quando ci sono situazioni di depressione di entrambe i partner.
Si tratta di un elenco sterile e solo di segnalazione, ovviamente la questione non può essere riducibile e generalizzabile, ogni persona e ogni coppia ha una propria storia personale e unica che andrebbe osservata e analizzata.
Il tradimento non è solo legato alla sfera sentimentale e di relazione ma può essere esperito in vari campi della nostra vita, quanti di noi hanno dovuto fare i conti con un tradimento di un amico, di un collega e così via. I tradimenti che più ci fanno soffrire , però,sono quelli sentimentali, che determinano in noi  dei cambiamenti apparentemente in negativo ma che , guardando attraverso il tempo e la distanza, possono rivelarsi formativi della persona.
Il tradimento presuppone anche l'istanza del perdono, esistono molte forme di perdono, ma  risulta essere più confacente e utile alla coppia  quello che io definisco “senza riserve”. Non è conforme a questo tipo di perdono la frase che spesso mi sento dire in consulenza ”Lo/la perdono, però non dimentico!” E' come voler strutturare una relazione “a tre”: lui, lei e il fantasma del tradimento, questa convivenza non fa che inquinare quotidianamente la relazione.
Il vissuto che emerge quando siamo vittime di tradimento sentimentale è di dissociazione, di destabilizzazione immediata. Occorre guardare sempre con occhi attenti e obiettivi la nostra relazione, se riusciamo a fare questo non possiamo non scorgere i segnali che essa manda quando il nostro o la nostra partner sta “pensando” al tradimento.

                                                                                                       (Fonti varie)