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mercoledì 23 ottobre 2013

Pilates Boxe e Danza: ecco a voi il piloxing!

Prima era l'aerobica, con la sua mise provocante (tutina in lycra dai colori accesi, cintura a segnare il punto vita, perizoma indossato sopra il body e poi gli accessori: polsiere e fasce per la fronte a trattenere la coda di cavallo e gli scaldamuscoli), poi fu lo step, a  rassodare il lato B delle donne degli anni '90, in tempi più recenti kick boxing, balli latino americani, e degli ultimi anni ricordiamo pilates e la moda del momento:  zumba.
Anche quest'anno puntuale arriva un nuovo modo di perdere peso, tonificare e farci sognare il corpo che vorremmo: il PILOXING.
Ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta. 
Innanzi tutto nasce negli Stati Uniti, precisamente in  California ad opera di una dancer svedese, Viveca Jensen, che mescolando le tre discipline del momento: PILates, BOXe, e dancING (piloxing appunto),ne ha fatto un lavoro corporeo ad alta intensità. Agilità e velocità  della boxe, centrati sul core e flessibili in nome del Pilates. Il tutto coronato da qualche passo di danza, per sollecitare ulteriori muscoli e andare a ritmo, essendo la musica il collante di tutto.
Ma anche nata dal mix delle tre discipline, per praticare il piloxing non serve una particolare predisposizione alla danza o ai fondamenti di boxe e pilates, e proprio per questo motivo è  praticato da uomini e donne di tutte le età.
Questo programma di allenamento include, inoltre,  l’uso di guanti appesantiti che migliorano l’allenamento tonificando le braccia e massimizzando la salute cardiovascolare.
Il Piloxing promette di farci dimagrire bruciando fino a 900 calorie nei 45 minuti di ogni seduta d'allenamento.
Gli esercizi sono facilmente modificabili in caso di limitazioni, adatto perfino alle donne in gravidanza, oltre che svolti con diversa intensità, possono essere d’aiuto nella riabilitazione e sono perfetti anche per prevenire cadute o traumi in chi non è più giovanissimo, perché migliorano postura ed equilibrio. 
Curiosi? Allora non resta che aspettare il prossimo  RiminiWellness 2014, dove sarà presentato ufficialmente in Italia. 
Intanto potete fare pratica con il video chetrovate nel post, giusto per non arrivare impreparati....


                                                                                                              (Fonti: Varie)


giovedì 20 giugno 2013

Metabolismo lento? Scopri come accelerarlo!

Immaginate il corpo come un automobile, a cui  fate il pieno, se viaggiate  piano piano la benzina si consuma. Ora immaginate la stessa macchina che invece rimane chiusa in garage o fa pochi chilometri, è ovvio che il suo sebatoio rimarrà pieno o quasi... poi ovviamente dipende da quanto consuma...
Ora il nostro corpo funziona allo stesso modo, noi mangiando introduciamo "benzina" che dovremmo consumare durante il giorno.
Spesso però il carburante che introduciamo è maggiore di quello che consumiamo, o la nostra "macchina" consuma pochissimo (il che sarebbe ottimo se fossimo un'automobile davvero) e ci ritroviamo ad accumulare riserva che poi si trasforma in grasso corporeo. Di solito bastano le più comuni regole di "vita sana" per perdere peso: mangiare frutta e verdura, ridurre le porzioni, fare attività fisica, o fare 10000 passi, non usare l'ascensore... ma quando questo non basta?
Oggi scopriremo in che modo è possibile aumentare il metabolismo e vivere meglio con noi stessi.
Innanzitutto cerchiamo di spiegare cosa è : il metabolismo è l'insieme dei processi biochimici ed energetici che si svolgono all'interno del nostro organismo; tali reazioni hanno lo scopo di estrarre ed elaborare l'energia racchiusa negli alimenti, per poi destinarla al soddisfacimento delle richieste energetiche e strutturali delle cellule. Un fine meccanismo di regolazione provvede ad equilibrare tutte queste reazioni metaboliche, in base all'effettiva disponibilità di nutrienti e alle richieste cellulari. In parole povere: Accelerare il metabolismo
il metabolismo è la velocità con cui il nostro corpo brucia le calorie per soddisfare i suoi bisogni vitali. Il dispendio energetico però è influenzato da tre fattori:
  • Il metabolismo basale: Accelerare il metabolismo
    il minimo dispendio energetico necessario a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia;
    gcjshgshdvgj
  • La termogenesi indottta dalla dieta;
  • L'attività fisica.
Ora il segreto sta nell'aumentare il metabolismo basale. Ed è cosi che ogni giorno bruceremo più calorie quasi senza fare fatica, e far in modo di bruciare grasso più velocemente anche quando non facciamo cose impegnative.
Ecco cosa fare:
  • Eliminare tutte le bevande ad alto contenuto di zuccheri, tutti gli snack e tutti i cibi pronti.
  • Migliorare la qualità del tuo sonno;
  • Evitare lo stress, é scientificamente provato che aumenta la produzione di cortisolo nel nostro corpo favorendo l'aumento di peso;
  • Evitare le "diete miracolose" a basso contenuto calorico che affamano il nostro corpo e rallentano il metabolismo  impedendoci di consumare troppe calorie (il nostro corpo è progettato per la sopravvivenza);
  • Accelerare il metabolismo
    Fare almeno due o tre allenamenti alla settimana di durata non inferiore ai 40 minuti;
  • Fare più pasti durante la giornata senza mai abbuffarsi, l’ideale è cinque;
  • Non rinunciare mai alla colazione;
  • Idratare bene l’organismo: bere acqua o tè verde, anche le spremute di pompelmo e i succhi d'ananas non zuccherati, aiutano.
  • Aggiungere alla dieta  minestre di verdura e legumi.
         

                                                                                                     (Fonti: Varie)

martedì 18 giugno 2013

Kinesio taping: i cerotti colorati che aiutano il corpo.


Tutti ricordiamo l'immagine di Balotelli che, esultando dopo il gol agli Europei, si togli la maglia e mostra quei simpatici cerotti blu sulla schiena. Molti di noi si saranno certamente chiesti cosa fossero e soprattutto se non fossero solamente un decoro sul corpo dello sportivo in abbinamento alla sua capigliatura da combattente.
Invece no, quei cerotti altro non sono che un nuovo modo per prevenire o curare dolori articolari o muscolari, tecnicamente si chiama KINESIO TAPING o TAPING NEUROMUSCOLARE.
Ma cosa è in realtà e come funziona? 
La nascita di questo metodo risale agli anni Settanta ed è opera di un giapponese, il dottor Kenzo Kase. Ha fatto la sua comparsa ufficiale nel mondo dello sport in occasione delle  Olimpiadi di Seul nel 1988 con la Nazionale Giapponese di Pallavolo, ma nel corso degli anni la sua diffusione ha raggiunto tutto il mondo. In Europa la prima comparsa è avvenuta in occasione delle Olimpiadi di Atene nel 2004. E' impiegato nel trattamento dei dolori muscolo articolari e nella cura di piccoli edemi ed ematomi sottocutanei,  basato sull’applicazione di un bendaggio elastico adesivo con obiettivi terapeutici e bio-meccanici; questa tecnica può essere impiegata in molte aree della fisioterapia e della riabilitazione come supporto per mantenere i risultati ottenuti. 
Il nastro elastico è un particolare tipo di cerotto  in cotone, che non rilascia alcun principio attivo ed è stato brevettato appositamente per il trattamento di piccole lesioni di natura neurologica e/o ortopedica utilizzato per trattare le lesioni di sportivi e atleti e molti disturbi fisici.  Compito dei  muscoli, non è solo quello di muovere il corpo, ma anche il controllo della circolazione dei fluidi venosi e linfatici e della temperatura corporea. Se correttamente applicato questo speciale cerotto può  potenziare gli effetti del trattamento riabilitativo.
Nella lettertura scientifica vi sono prove che l'uso di questo metodo possa produrre significativi benefici clinici. Uno studio randomizzato ha evidenziato un effetto positivo statisticamente significativo subito dopo l'applicazione nella diminuzione del dolore alla spalla, in particolare nei movimenti di abduzione (allontanamento dell'arto dal corpo); di fatto con l’applicazione del nastro non viene ricercato un effetto a lungo termine anche perchè dopo 72 ore viene rimosso. E molto utile se applicato sugli atleti  e nei non sportivi subito dopo la seduta di fisioterapia.
Il vantaggio rispetto ai tradizionali bendaggi è dovuto al fatto che si tratta di un prodotto elastico, non rigido, che consente agli sportivi di muoversi più liberamente, e sentirsi protetti. Inoltre essendo in cotone (non contiene lattice) si riducono  i rischi di sviluppare forme allergiche o di irritazione alla pelle. 
Il cerotto viene  applicato sulla pelle, tagliato a forma di ventaglio,  determinando una serie di  "piccole onde", che vanno ad agire sul flusso linfatico come pompe di drenaggio, favorendo così il riassorbimento dell'edema proprio per questo motivo è molto utilizzato per  ridurre l'infiammazione, la fatica e il dolore muscolare.
Il cerotto è in grado, infine, di svolgere una funzione propriocettiva, come protezione del tendine e del legamento, perchè aiuta a mantenere in posizione corretta le articolazioni e aumenta la percezione di stabilità sulla meccanica articolare
La pelle, l'organo più grande del nostro corpo, è dotata di una serie di ricettori nervosi che attraverso degli stimoli esterni possono comunicare con i muscoli sottostanti, il kinesio
taping  può, a seconda della posizione, della direzione e della tensione, inibire un muscolo sovraccaricato e contratto, che preme sui ricettori del dolore, o viceversa stimolarne uno ipotonico (debole). In questo modo si attenua il dolore e si ripristina progressivamente la funzione motoria.
Inoltre è stato dimostrato che utilizzato su pazienti affetti da colpo di frusta vi è un beneficio statisticamente significativo di questa metodica nelle prime 24 ore dall’applicazione. 
Il kinesio taping è indicatoin presenza di:  
  • Disfunzione articolazione temporo-mandibolare
  • Spalla congelata
  • Tendiniti
  • Epicondiliti
  • Epitrocleite
  • Sindrome da Impingement della spalla
  • Distorsione di caviglia
  • Patologie della cuffie dei rotatori
  • Contratture muscolari
  • Fascite plantare
  • Sublussazione della rotula
  • Stiramento dei legamenti collaterali e dei crociati del ginocchio
  • Sublussazione di spalla
  • Torcicollo
  • Colpo di frusta
  • Edema traumatico o post-chirurgico
  • Instabilità capsulo-legamentose e articolari
  • Squilibri muscolari (tra muscoli antagonisti)
Questo metodo adotta i principi della scienza Kinesiologica, la filosofia di questo metodo é in perfetta sintonia con l'idea che una "funzione costituisce l'organo", quindi con i concetti base dell'osteopatia
Questo metodo inoltre non ha particolari controindicazioni, non va comunque applicato su ferite aperte, dermatiti e altre patologie cutanee; inoltre può essere applicato anche su bambini e sugli anziani.
Gli effetti derivanti dall'utilizzo del taping neuromuscolare sono:

1. Supporto al muscolo

Evita danni e crampi
Aumenta l'ampiezza del movimento

2. Rimuove la congestione

Evita danni e crampi
Aumenta l'ampiezza del movimento
Migliora la circolazione del sangue e della linfa
Rimuove gli eccessi di calore e di sostanze chimiche
Riduce l'infiammazione

3. Corregge i problemi articolari

Aumenta l'ampiezza del movimento
Riduce il dolore
Riduce l'infiammazione

4. Attiva il sistema analgesico endogeno

Migliora l'ampiezza del movimento
Riduce il dolore
Riduce l'infiammazione

Il kinesio taping è inutile se applicato male, quindi è sconsigliato il "fai da te" quindi il mio solito consiglio è quello di cercare terapisti esperti che abbiano praticato corsi appositi e che sappiano quindi come posizionare nel modo corretto le strisce elastiche.


                                                                                        (Fonti: Varie)

mercoledì 12 giugno 2013

-3 kg in una settimana? La dieta dello yogurt


Ormai l'estate è alle porte e come tutti gli anni molte di noi sono arrivate all'appuntamento con la prova costume decisamente impreparate. E allora come fare per recuperare la linea? Un rimedio veloce ed efficace è rappresentato dalla dieta dello yogurt che promette di far perdere fino a 3 kg in una settimana. 
Ricordo però che essendo un rimedio drastico è bene non abusarne visto che, si lo yogurt fa bene, questo tipo di alimentazione è alquanto sbilanciato.
La dieta dello yogurt punta su un obiettivo preciso: consumare ogni giorno yogurt naturale o alla frutta che facilitano la digestione. Sono consentite la saccarina e le infusioni come tè e caffè. La dieta dimagrante a base di yogurt non è indicata per chi soffre di colesterolo alto oppure di calcoli renali o epatici a causa del suo elevato contenuto di calcio e fosforo. E mi raccomando, non va seguita per più di due settimane. O in alternativa una settimana ogni 6 settimane, giusto per tenerci in forma.
Il principio fondamentale di questa dieta è consumare più volte al giorno un vasetto di yogurt naturale, spesso con aggiunta di frutta fresca, capace di smorzare la fame e accelerare la digestione.
Tra i cibi più consigliati da abbinare allo yogurt ci sono riso integrale, cereali, verdure e pesce, mentre sono da evitare la carne, gli insaccati, i dolci, l’alcol, le bibite gassate e succhi di frutta.
Per quanto riguarda i condimenti, per i giorni di dieta – ma è comunque un’ottima abitudine sempre – bisogna consumare solo olio d’oliva a crudo. Niente grassi cotti. Un cucchiaio al giorno di olio, tuttavia, non solo è permesso, ma anche consigliato. Se si usa sulle verdure, sul pesce si possono usare succo di limone e spezie a piacere.
Io consiglio di abbinare questo regime alimentare all'attività fisica, giusto per aiutare il corpo a ritrovare la linea ma non perdere il tono muscolare. Una corsetta leggera di 20 minuti o anche una bella passeggiata a passo veloce o una passeggiata in bici possono garantirci belle gambe e un bel lato B sodo. 

EccO A VOI 2 GIORNI DI DIETA, POSSONO ESSERE ALTERNATI. VA SEGUITA PER 5 GIORNI. 

Io consiglio di mangiare il terzo giorno a cena un petto di pollo o tacchino arrosto con poco olio e senza sale.

PRIMO GIORNO:
  • prima colazione
    • un bicchiere d'acqua fresca (appena svegli)
    • 300 g di yogurt magro (a scelta si possono aggiungere cereali integrali o frutta)
    • the verde o caffè non zuccherati
  • pranzo
    • 300 g di yogurt magro
    • brodo vegetale
    • 2 gherigli di noce.
  • spuntino pomeriggio
    • 300 g di yogurt magro
    • frutta fresca
  • cena
    • 300 g di yogurt magro
    • minestrone di verdura
    • una tazza di camomilla, (prima di dormire)
 SECONDO GIORNO: 

  • prima colazione
    • un bicchiere d'acqua fresca (appena svegli)
    • 300 g di yogurt magro (a scelta si possono aggiungere cereali integrali o frutta)
    • the verde o caffè non zuccherati

  • pranzo
    • 300 g di yogurt magro
    • brodo vegetale
    • frutta
  • spuntino pomeriggio
    • 300 g di yogurt magro
    • the verde o caffè non zuccherati
    • frutta
  • cena
    • pesce
    • insalata mista fresca all'olio (10 g) e limone
    • spremuta d' arancia
    • un panino integrale
    • una tazza di camomilla (prima di dormire)

Durante il primo giorno, mangerete davvero pochino, ma consumerete molto yogurt (tenete conto che un vasetto di yogurt contiene 125 g). Così il gonfiore addominale sparirà subito e potrete affrontare con più entusiasmo "le restrizioni" successive.
Nei quattro giorni seguenti, continuerete a mangiare yogurt, ma la sera potrete cenare con pesce e tanta insalata. Se durante la giornata avete fame sgranocchiate verdura cruda, per esempio le carote, oppure la frutta. Non preoccupatevi delle quantità.
Dopo i cinque giorni di dieta, quando finalmente avrete perso quei due, tre chili di troppo e riuscirete a chiudere la lampo dei pantaloni, evitate di abbuffarvi: riprendete a mangiare normalmente, pur mantenendo qualche sana abitudine. Per esempio continuate a evitare gli spuntini e a riempire il vuoto dello stomaco con frutta e verdura e soprattutto abituatevi ad una vita sana e ne gioverete per un lungo periodo.



                                                                                                                      (Fonti varie)

giovedì 23 maggio 2013

Antibiotici: anche per il mal di schiena?


Sono anni che i medici dicono che prendiamo troppi antibiotici e spesso quando non ne abbiamo bisogno, eppure, forse, tra qualche anno dovremmo prenderli pure per il mal di schiena. Infatti, secondo qiuando sostengono i ricercatori dell'Università della Danimarca del sud e di Birmingham in Gran Bretagna circa il 40% dei mal di schiena sono provocati da un batterio, lo stesso che genera l’acne, il Propionibacterium acnese. E’un batterio che ha già un ruolo conosciuto nell’insorgere di infezioni: per esempio quelle provocate dalla inserzione di cateteri o da interventi per l’innesto di protesi nell’anca. 
La nuova teoria “batterica” è stata formulata nel corso di analisi del sangue capaci di cogliere i segni anche di infezioni di basso livello, di solito non percepibili. “Ci siamo accorti che la maggior parte dei sofferenti di sciatica mostrava anche segni di infezioni batteriche profonde, quasi nascoste”, spiega il dottor Tom Elliott, docente di microbiologia all’ospedale di Birmingham: “Anche se nessuno di questi pazienti aveva mostrato evidenti segni di infezioni negli ultimi sei mesi”. 
Il batterio è difficile da individuare perché si annida nella colonna vertebrale e sa nascondersi: la normale procedura in una ricerca batteriologica prevede, infatti, la coltura di biopsie vertebrali per tre giorni «ma per questo batterio ne servono quattordici» spiega il ricercatore Claus Manniche.
Riferisce il microbiologo:“E’ la prima volta che si parla di infezione a proposito del mal di schiena, ma ricordatevi quanti interventi chirurgici allo stomaco abbiamo fatto, prima di accorgerci che la causa dell’ulcera era un batterio, l’Helicobacter pylori, che si può sconfiggere con gli antibiotici”. 
Lo studio è stato realizzato su 61 pazienti che dovevano subire un intervento chirurgico
per un'ernia al disco. Tutti soffrivano soprattutto di dolori lombari da più di sei mesi e la risonanza magnetica della loro colonna mostrava una spetto caratteristico che i radiologi chiamano Modic 1.
Quando l’equipe di Elliott ha approfondito le analisi è emerso che nel sangue dei soggetti era presente proprio il Propionibacterium acnes, quello che avvia l’acne. 
Nel corso della sperimentazione i pazienti sono stati divisi in due gruppi. Al primo è stato somministrato un placebo per 100 giorni, il secondo è stato sottoposto ad una terapia antibiotica attiva contro il P. acnes, a base di amoxicillina e acido clavulanico. Alla fine della cura solo i pazienti trattati con antibiotici avevano meno frequentemente dolore alla schiena, solo il 19% del gruppo trattato lamentava ancora dolori costanti. L'anno precedente a lamentarsi era il 75%.
In genere la sua presenza in un individuo sano non desta preoccupazioni: ma secondo i ricercatori inglesi è possibile che piccoli traumi ai dischi intervertebrali provochino microlesioni che, per il batterio, sarebbero la sede ideale di sviluppo.
Si creerebbero a questo punto focolai di infezione nascosti che porterebbero a infiammazioni successive e, dunque, ai dolori diffusi al nervo sciatico.  

Un’altra possibile spiegazione del mal di schiena viene dalla terapia viscerale. I muscoli psoas, che sorreggono la colonna, sono contigui alle pareti del colon. Questo organo è la sede più frequente di infiammazioni nel corpo a causa della dieta errata (la colite affligge almeno il 50% del mondo occidentale). Batteri, funghi e virus possono migraredall'intestino attraverso sangue e linfa e fissarsi in uno degli psoas, destra o sinistra a seconda di  quale parte del colon è infiammata. L’infiammazione cronica del muscolo più importante per l’assetto della colonna dà come risultato la lombalgia. 

In attesa di nuove conferme cerchiamo di non abusare di antibiotici e chiediamo sempre parere al nostro medico. 




 
                                                                                                             (Fonti: Varie)








martedì 7 maggio 2013

Piloga: la moda 2014

Come ogni disciplina sportiva che si rispetti anche questa nasce in America, e si appresta a diventare di moda con l'apertura del nuovo anno sportivo.
Il Piloga non è altro che l'incrocio tra il Pilates e lo Yoga e, dicono gli esperti, si appresta a scavlcare anche la tanto famosa Zumba e il tnto osannato Pilates.
Quindi da prossimo Settembre le palestre organizzeranno corsi di Piloga promettendoci chissà quali risultati e quali miracoli, come ogni nuova disciplina che si rispetti.
Ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta.
È un incrocio delle due attività-cult del momento e punta al benessere psicofisico totale, permette di avere il controllo sul proprio corpo, la consapevolezza della respirazione, essere padroni di ogni muscolo e di ogni movimento, avere una postura equilibrata e una maggiore elasticità, seguite da chi è alla ricerca di un allenamento tonico, riequilibrante e rilassante, che agisca anche su anima e corpo, con effetti detox e antistress.
L’obiettivo del Piloga, chiamato anche Yogilates, è la messa a punto di un protocollo di lavoro che esalti le caratteristiche di concentrazione dello Yoga fondendole insieme a quelle più spiccatamente fisiche del Pilates. Joseph H. Pilates, inventore dell’omonimo e fortunato metodo si ispirò per la sua creazione allo Yoga proprio per le eccellenti caratteristiche legate al controllo, alla concentrazione e la respirazione. Questo metodo vuole andare oltre l’insegnamento di Pilates. Il fine è di riuscire a unire insieme le posizioni statiche dello Yoga (Asana) e gli esercizi del Pilates.
Il termine Yoga deriva dal sanscrito e significa giogo, unione. L’interpretazione è proprio quella di aggiogare il corpo al controllo della mente. Nel corso degli anni, i diversi maestri e le diverse filosofie hanno dato origine ad innumerevoli tipologie di Yoga. Quella forse più conosciuta e che ha una componente fisica più forte è l’Hatha-Yoga. Ogni posizione viene tenuta in maniera statica e ripetuta diverse volte sfruttando la concentrazione e la respirazione.
Quelle più conosciute sono ad esempio quella dell’albero, della montagna, della barca o del fulmine. Il risultato è un allenamento che in un'unica seduta permette di massimizzare i benefici di entrambe, agendo sull'allineamento posturale e sul baricentro del corpo.
Il punto fonte di tale nuova tecnica è sicuramente la possibilità di svolgere un movimento graduale, che non conosce traumi, strappi e sforzi sbilanciati: ogni posizione viene raggiunta nell’assoluta calma e concentrazione, ascoltando il proprio corpo, gli equilibri ed i limiti che ci impone.
Dall’esterno il movimento appare bello ed elegante, poiché non conosce pause o elementi di rottura, ma avviene in maniera continua, dalla posizione iniziale fino ad arrivare all’evoluzione finale ed al raggiungimento del livello massimo di estensione ed allungamento.

                     

                                                                                                                     (Fonti: varie)

sabato 4 maggio 2013

Tanoressia: quando la tintarella diventa una droga


Con il termine tanoressia si intende la compulsione ad esporsi esageratamente ai raggi solari. Come l'anoressia anche la tanoressia può essere considerata una dispercezione corporea. Se l’anoressico non si vede mai abbastanza magro, allo stesso modo il tanoressico ritiene di non essere mai sufficientemente abbronzato, suggestione che può portare il soggetto ad una forma di dipendenza dall'abbronzatura.
Nel 2005 un'èquipe di studiosi della University of Texas Medical Branch di Galveston ha realizzato un questionario i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Archives of Dermatology, risultati che secondo gli autori dimostrerebbero l'esistenza di un disordine psichico assimilabile alla dipendenza da droghe o alcool ma relativo all'eccesso volontario di esposizione ai raggi UV. La tanoressia può condurre a conseguenze gravi legate alla prolungata esposizione ai raggi UV, tra cui il cancro alla pelle, con particolare riferimento al melanoma il cui rischio di insorgenza verrebbe aumentato del 75%
Questo disturbo si fonda su un senso di insicurezza del sé corporeo per cui le persone hanno un bisogno ossessivo di apparire sempre  abbronzate e se ciò non accade entrano in ansia e non si sentono sicure di sé. Il tono dell'umore, l'autostima e il senso di benessere sono quindi direttamente proporzionali al livello di abbronzatura. I tanoressici hanno dimostrato un basso livello di attenzione nei confronti dei pericoli che la loro dipendenza può loro provocare. In pratica preferiscono avere qualche ruga in più e rischiare la comparsa di tumori della pelle ma non rinunciare ad avere un aspetto abbronzato”.
Inutile dire che, con l'estate in arrivo, i tanoressici sono più esposti ai rischi derivanti da un'eccessiva esposizione solare, come la formazione di nei, rughe e melanomi.Non solo arrossamenti, eritemi e ustioni, ma anche melanomi maligni, varie forme di carcinoma e invecchiamento cutaneo. Questi i rischi che corre chi “abusa” del sole senza proteggersi. E se il 71% degli italiani sembra essersi ormai convinto della necessità di utilizzare opportune creme filtranti scelte in base alle caratteristiche della propria pelle, il restante 29%, praticamente 3 connazionali su 10, rifiuta ancora l'idea di una tintarella intelligente. E nella maggior parte dei casi lo fa per ragioni ''quantomeno curiose, purtroppo indice di una certa ignoranza''. Parola degli specialisti del Gruppo italiano di fotodermatologia (Gifde) della Società italiana di dermatologia e venereologia (Sidev), che hanno condotto un'indagine in materia. 
Dopo mesi in cui la pelle è stata coperta, la sua esposizione al sole deve essere graduale e non totale come molti di noi fanno. Sono tre i passi da fare per non incorrere in rischi: "pulire, tonificare e idratare. Azioni che fanno sì che la pelle arrivi nello stato ideale per accogliere i raggi sani e proteggersi da quelli dannosi come i raggi UVA che, penetrando in profondità, sono responsabili del foto invecchiamento, di allergie solari e nei casi più gravi dei tumori della pelle" spiega il la dott.ssa Fabbrocini.



                                                                                                        (Fonti: varie)

lunedì 15 aprile 2013

Le persone con un caratteraccio sono più intelligenti

Uno studio condotto dalla prestigiosa università americana di Harvard ha provato che le persone con un carattare difficile e un po’ intrattatibili sono più sveglie, intelligenti in quanto dotate di un cervello con capacità più evolute. 

Se pensate che il vostro carattere sia un misto tra quello di Crudelia Demon e la matrigna di Cenerentola, mentre Winnie the Pooh e SpongeBob vi fanno salire il sangue alla testa, finalmente c’è una notizia che potete sbattere in faccia a tutti quelli che vi accusano di avere un caratteraccio e vi consigliano di cambiare!
Per qualificarsi cone persona con un brutto carattere dovete avere almeno 2 su 3 delle seguenti “qualità”:
1.Intolleranza verso tutto e tutti o quasi, talvolta anche verso se stessi e tendenza a non tenersi per sè questo fastidioso giramento di…scatole!
2.Irascibilità, detta anche incazzosità facile. Da aggiungere alla convinzione che se ci si incazza è solo ed esclusivamente perchè tutti quelli che ci circondano sono degli idioti.
3.Cattivo umore costante e difficoltà a sorridere. Frase tipica: “Guarda oggi lasciami perdere che sono di cattivo umore”. Che novità!
Se leggendo queste poche righe vi siete riconosciuti, allora avete inequivocabilmente un caratteraccio!
Ma, ed è questa la buona notizia, un recente studio della prestigiosa università di Harvard afferma che le persone aggressive, irritabili, irascibili, iraconde, scontrose, perennemente di cattivo umore e con la luna storta, brontolone, bisbetiche non
domate, sempre contrariate e scontente, lamentose, suscettibili, musone sono più intelligenti e portate alla leadership, in quanto dotate di una natura più avanzata, proprio grazie alle “qualità” sopracitate. Al contrario, la tendenza ad essere buoni, tolleranti, accondiscendenti, gentili, disponibili, sempre positivi, di buon umore e col sorriso tatuato in faccia, ecc è simbolo di un atteggiamento più infantile e remissivo. È sintomo di un carattere meno sviluppato, più semplice, ingenuo, lineare e quindi, secondo questo studio, meno evoluto.
Questa conclusione è stata tratta dopo un’indagine, con tanto di esperimento fatto su un gruppo di scimpanzè e scimmie bonobo, considerate le famiglie di scimmie più simili all’uomo per aspetto, comportamento e struttura sociale.
La conclusione comunque è che la scienza ci legittima ad essere insopportabilmente insopportabili!



                                                         (Fonte: www.robadadonne.it)

lunedì 11 marzo 2013

Chi dorme non piglia pesci ma vive di più!

Dormire troppo poco può, anno dopo anno, generare patologie piuttosto gravi, sufficienti a cambiare anche i nostri geni. Già dopo 7 notti insonni, i ricercatori hanno osservato più di 700 mutazioni genetiche che potrebbero determinare conseguenze fisiche come problemi di cuore e obesità. 
Ecco alcuni effetti pericolosi della privazione del sonno necessario. Ricordate che la durata del sonno è sotto il vostro controllo, per dormire di più e meglio, cercate di pensare a queste conseguenze spaventose:
  1. Aumento rischio ictus: la mancanza di un regolare numero di ore di sonno aumenta il rischio di ictus. Chi dorme meno di 6 ore a notte ha un rischio 4 volte superiore di avere un ictus rispetto a chi dorme di più.
  2. Aumento rischio obesità: dormire troppo poco può condurre anche a scelte alimentari sbagliate. Il tutto in seguito a delle complicate modificazioni ormonali derivanti da un sonno troppo breve. Poche ore di sonno aumentano la produzione di grelina, l’ormone della fame, e limitino invece la leptina, che aiuta a bilanciare l’assunzione di cibo.
  3. Aumento rischio diabete: esiste un legame tra il dormire troppo poco e la resistenza all’insulina, un fattore di rischio che può essere spia per il diabete. Tra gli adolescenti sani, chi dorme troppo poco, ha una massima resistenza all’insulina ovvero che il corpo non la utilizza in modo efficace. Inoltre, riducendo il sonno, le cellule di grasso aumenta la resistenza di insulina in esse, anche quando la dieta è limitata.
  4. Perdita di memoria permanente: capita spesso che nei giorni in cui si è più stanchi, si è anche più smemorati e vaghi. La privazione del sonno può portare a problemi di memoria permanenti:  meno si dorme, meno si beneficia delle proprietà di memoria-immagazzinamento del sonno. Poco sonno porta al deterioramento del cervello.
  5. Danni alle osse: secondo uno studio, la privazione del sonno a lungo termine, contribuisce all’osteoporosi. Per ora ciò è certificato solo nei ratti ma è molto probabile che lo stesso effetto sia anche da attribuirsi al genere umano.
  6. Aumento rischio cancro: il sonno breve aumenta il rischio per alcuni tipi di tumore. Uno studio del 2010 ha scoperto che tra le mille persone sottoposte a screening per il cancro del colon-retto, quelle a cui era stata diagnosticata la malattia dormivano sei ore a notte. In generale i tumori sono più comuni alle persone che dormono poco. Dormire di più è un possibile percorso di riduzione del rischio e di recidiva.
  7. Dormire poco uccide: chi dorme meno muore prima. Uomini che dormono meno di 6 ore a notte hanno 4 volte più probabilità di morire in un periodo di 14 anni dal principio di insonnia.
  8. Fa male al cuore: dormire poco causa stress e tensione e induce l’organismo a produrre  più sostanze chimiche e ormoni tali da portare a malattie cardiache. Chi ha problemi di insonnia ha un rischio più elevato del 48% di sviluppare malattie cardiache.

                                                                                   (Fonte: www.robadadonne.it )

venerdì 23 novembre 2012

La crisi delle palestre: il nulla oltre il baratro

Ormai nessuno può affermare che la crisi economica non esiste.
Ci siamo dentro, completamente. Lo si vede dai carrelli della spesa semi vuoti, dal numero dei negozi che ogni giorno chiudono per non aprire mai più, dai mercati deserti.
La crisi che ha investito l'Europa sta facendo man bassa in tutti i settori, e questo si sta riflettendo anche in uno dei settori che fino a qualche mese fa registrava ancora il segno più: il benessere.
Il settore del benessere infatti in questi ultimi mesi ha avuto un brusco calo che ha travolto i centri benessere propriamente detti (SPA, centri estetici,, terme), e le palestre.
I medici lo affermano aormai da tempo, praticare attività fisica costante previene numerose malattie: artrosi, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, alzehimer, quindi  le palestre, che dovrebbero essere considerate luoghi di cura per eccellenza, grazie alla crisi si svuotano, si registra infatti un calo del 40% delle iscrizioni.
Inoltre gli italiani sono sempre più pigri e sedentari. Aumenta infatti il numero dei connazionali che non praticano sport: a settembre, mese in cui notoriamente si riprende l'attività fisica, si è registrato un calo rispetto allo scorso anno del numero di iscrizioni a circoli sportivi e palestre di circa il 40%. 
A lanciare l'allarme sulla crescente sedentarieta' degli italiani e' anche il Rapporto Osservasalute 2011 del Policlinico Universitario Gemelli: La pratica sportiva, e' il dato che emerge, ha interessato solo meno di un terzo della popolazione, mentre 4 italiani su 10 hanno dichiarato abitudini sedentarie. I livelli di attivita' fisica stanno diminuendo soprattutto tra i giovani: in Italia, solo 1 bambino su 10 pratica attivita' fisica in modo adeguato e 1 bimbo su 2 guarda la tv o gioca con i videogiochi per piu' di 3 ore al giorno.
D'altra parte è pur vero, come ha spiegato Adami, che alcuni pur abbandonando la palestra molti praticano attività fisica per proprio conto. Risulta infatti in aumento il numero delle persone che va a correre nei parchi pubblici o quello di chi va in bici, e si registra un incremento nel commercio degli attrezzi home fitness, anche se tra comprare e usare poi c'è una bella differenza!
Nel frattempo il modo di fare sport, anche a casa si è evoluto: la cyclette si , connette al web mentre si pedala, la mini-bike, invece, pesa solo sei chili e integra anche un computer e un display a cristalli liquidi. 
Intramontabili nell'allenamento tra le pareti casalinghe, stepper e climber modellano gli arti inferiori, in particolare glutei, gambe e polpacci, stimolano la circolazione sanguigna e migliorano l'efficienza cardiaca. Il tapis roulant di ultima generazione, indispensabile per l'allenamento classico, ha sistemi ammortizzanti e motori che simulano una camminata o una corsa senza il rischio di microtraumi. 
Il fitness casalingo può anche essere una soluzione alla crisi, a patto che gli esercizi vengano eseguiti in maniera corretta, perchè anche un solo movimento fatto male può provocare microtraumi che nel tempo potrebbero causare dolori cronici. 
Quindi io consiglierei di farsi assistere, anche solo per un paio di lezioni al mese da un personal trainer, l'importante che sia laureato in scienze motorie, almeno avrete messo la vostra salute in mani esperte!

                                                                                                         Fonti: Varie

martedì 2 ottobre 2012

AUTUNNO E CADUTA DEI CAPELLI: verità o false credenze?

Questo è il periodo in cui guardando la spazzola e dando un'occhiata al numero di capelli che vi rimangono sopra si pensa alle castagne, sperando che questo periodo passi in fretta per poter vedere di nuovo le nostre chiome risplendere di vita. Questo per quanto riguarda il mito, ora vediamo cosa dice la scienza.
La caduta dei capelli fino ad un centinaio al giorno per le chiome più folte va considerato un normale processo fisiologico della vita dei capelli. Crescita, caduta e ricrescita dei capelli è un ciclo che in un individuo si ripete circa 20 volte, e a volte un ciclo può durare anche 6 anni. Finchè la caduta dei capelli rientra nei confini di questo ciclo di ricrescita non deve preoccupare, ma considerato normale.
Se il rapporto fra capelli in fase di ricrescita e quelli che cadono si sbilancia, e questi ultimi diventano più numerosi, allora siamo in presenza di un problema e dobbiamo cominciare a preoccuparci.
Per quanto riguarda i rimedi pubblicizzati contro la perdita dei capelli alcuni sono veramente efficaci, altri un po’ meno, alcuni sono reali, altri presunti. Per scegliere il rimedio indicato per il proprio problema tra le tante opzioni è importante rivolgersi a un dermatologo esperto in grado di diagnosticare la causa e, da lì, il rimedio migliore e più efficace per frenare o contrastare la caduta. 
Come abbiamo detto in alcuni periodi, come la primavera e l’autunno, la caduta di capelli si intensifica e il numero di quelli “persi” cresce di molto. Ma questa perdita stagionale è, in genere, un fenomeno temporaneo e reversibile che verrà, quindi, affrontato in un certo modo.
Una delle cose da non fare assoltamente è quella di non farsi prendere dal ‘panico della caduta dei capelli’. Questa condizione, infatti, per via psicosomatica, ne accentua la caduta. Se ci si accorge che i capelli stanno cadendo o diradandosi bisogna recarsi subito dal dermatologo per approfondirne la causa. I rimedi, infatti, sono strettamente legati alle cause. Si deve tenere presente che i fattori responsabili della caduta dei capelli sono veramente tanti: la predisposizione genetica (che è quella più importante), gli ormoni o, meglio, la risposta dell’organismo agli ormoni, la nutrizione del sangue ai capelli, le diete drastiche che causano numerose carenze (soprattutto di ferro), lo stress prolungato e l’uso di alcuni farmaci. Anche interventi chirurgici e traumi psichici o fisici inducono un periodo di caduta dei capelli così come il periodo subito dopo il parto, con le sue improvvise variazioni ormonali
Una volta individuata la causa, si deve agire. Se, quindi, si tratta di un problema legato agli ormoni, si useranno farmaci in grado di bloccare il segnale da loro emesso sui capelli. Se la causa è la circolazione del sangue si agisce con i cosiddetti fluidificanti del sangue. Se si tratta di perdita di capelli dovuta a carenze nutrizionali si cerca di reintegrare queste mancanze nell’organismo. Se, infine, si tratta di caduta dei capelli a causa di malattie o di assunzione di farmaci si curano le malattie o si sostituiscono i farmaci. Se c’è una forte predisposizione genetica è più difficile arrestare o arginare la caduta e, in questi casi, si ricorre al trapianto con microinnesti di capelli ‘sani’  che danno un effetto assolutamente naturale e che cresceranno normalmente senza il rischio che il problema di caduta si ripresenti. 
Gli shampoo,  le lozioni o gli integratori hanno senso solo per supportare la cura vera e propria. Questi prodotti possono essere utilizzati soprattutto quando la perdita dei capelli è stagionale o quando è legata a fattori come lo stress, il parto o le diete drastiche, per cui l’organismo ha bisogno di rimettersi in forma. 
Spesso, noi donne soprattutto, pensiamo che i trattamenti estetici possano accentuare il problema, ma
 permanenti, tinture, colpi di sole, lacche e gomme non danneggiano i capelli. Le stirature a caldo possono provocare ustioni con cicatrici dove non ricrescono più i capelli così come certe pettinature etniche completamente inadatte al nostro tipo di capelli, ma nulla di più.  
Quindi importante è conoscere la causa della caduta. 
Comunque possiamo mantenere la nostra chioma bella durante tutto l'anno e soprattutto in autunno, (ma solo perchè i frequenti lavaggi estivi, il sole, mare e piscina hanno messo i nostri capelli davvero a dura prova), con rimedi naturali, o meglio coccolandoli e coccolandoci un pò. Dobbiamo però essere diligenti quando tentiamo di risolvere questo problema grazie ai rimedi naturali. Infatti essi non mostrano alcun effetto immediato e la pazienza è fondamentale. 
  • Alcuni cibi come il miglio (contiene acido silicico che dà struttura alle chiome) e poi agrumi, peperoni, kiwi, ribes nero (forniscono vitamina C che riduce l’azione dei radicali liberi), carne, uova, legumi e vegetali a foglia verde (sono fonte di cistina, un aminoacido che entra a far parte della cheratina, la proteina che forma le cellule della fibra capillare) sono un vero e proprio toccasanaper i nostri capelli.

  •  Potrebbe essere utile anche assumere integratori specifici che agiscano in modo mirato su bulbi, cuoio capelluto e microcircolo, contenenti aminoacidi, antiossidanti, betacarotene, Serenoa Repens, selenio, zinco, vitamine C, A ed E. Questi integratori naturali hanno la capacità di migliorare il volume dei capelli, frenarne la caduta e aumentarne sensibilmente il diametro.
  • I massaggi con l'olio di mandorle sono consigliati anche per chi nota che la propria linea di capelli sta retrocedendo. Dev'essere applicato due o tre volte durante il giorno. Le barbabietole con l'aggiunta di pasta di hennè può controllare, a sua volta, la caduta dei capelli in modo significativo.

    Massaggiare il cuoio capelluto assieme agli oli essenziali come il rosmarino e la lavanda questi oli su una base di routine è un ottimo modo per incoraggiare i capelli a ricrescere, il modo migliore per utilizzare l'olio è quello di metterne un po' sul cuoio capelluto dopo lo shampoo, lasciare in posa per 10 - 15 minuti e risciacquare. Per i casi più moderati, saturate il cuoio capelluto con l'olio prima di andare a letto e poi coprire la testa con una cuffia per la doccia e dormire con l'olio nei capelli. Sciacquate al risveglio. Questa operazione può essere eseguita una o due volte al mese, poiché troppi di questi trattamenti renderanno i vostri capelli troppo grassi.Anche i tuorli forniscono i nutrienti necessari per i capelli. Si può anche scegliere di applicare l'albume. Utilizzatelo mezz'ora prima di lavare i capelli.

    Il calcio è un altro nutriente importante per rafforzare i follicoli piliferi e le radici nel vostro cuoio capelluto. Quindi, comprendete alimenti ricchi di calcio nella dieta.

    Gli alimenti più utili sono quelli ricchi di proteine, che sono: le uova, mandorle, frutti di mare, yogurt, prodotti di soia, ecc.
    Seguite uno qualsiasi di questi consigli per notare subito la differenza, i rimedi della nonna, contro la caduta dei capelli, richiedono tempo e pazienza ma è assicurato ottenere un certo miglioramento!



                                                                                                                  (Fonti: Varie)

     

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