giovedì 7 febbraio 2013

Vitamina C e calcoli renali


Dalla Scandinavia arriva un allarme che se confermato potrebbe modificare le abitudini di molte persone. Infatti, scrive la rivista Jama Internal Medicine, “gli uomini che prendono regolarmente supplementi di vitamina C hanno un maggior rischio di essere colpiti da calcoli renali”. Questo infatti sostiene lo svedese Karolinska Institutet, che invece non hanno riscontrato nessuna associazione rischiosa di questo tipo con i multivitaminici. Anche perché contengono minori concentrazioni di vitamina C. 
Gli scienziati hanno monitorato 23.355 uomini per 11 anni, confrontato il rischio di calcoli in quelli che avevano assunto supplementi di vitamina C con quello degli altri. Risultato? Hanno scoperto che tutti quelli che prendevano tipicamente 1000 milligrammi al giorno di vitamina C avevano una probabilità doppia di avere calcoli. E questa tendenza aumentava via via che saliva l'aumento della frequenza di assunzione. Non a caso i ricercatori hanno voluto ricordare che in Svezia “la dose quotidiana di vitamina C consigliata è di 75 milligrammi, dose che si può assumere tranquillamente attraverso il consumo quotidiano di frutta e verdura.
E’ importante sapere infine che consumando cibi ricchi di vitamina C, come ad esempio i kiwi, il nostro organismo ne riesce ad assorbire e a mantenere una quantità 5 volte maggiore di quella assunta attraverso gli integratori alimentari, senza rischi per la salute.
Inoltre dosi relativamente elevate di vitamina C può causare indigestione, soprattutto se assunto a stomaco vuoto. Se assunta in dosi massicce, la vitamina C provoca diarrea nei soggetti sani,  nausea, vomito, arrossamento del viso, cefalea, affaticamento e disturbi del sonno. Le principali reazioni tossiche nei neonati sono stati eruzioni cutanee.
Però non dimentichiamo che assumendo Vitamina C con la normale alimentazione, quindi senza l'uso di integratori alimentari, i benefici della vitamina C sono ampiamente noti a tutti: rafforza le difese immunitarie, proteggendoci da influenza e raffreddori, aiuta ad assimilare il ferro contenuto negli alimenti e secondo alcuni studi svolgerebbe un ruolo importante per garantire un funzionamento efficiente del cervello.
Per concludere un'unica raccomandazione trova un consenso unanime da parte di medici e ricercatori: per contrastare la formazione dei calcoli renali è fondamentale mantenere idratato l'organismo assumendo le giuste quantità di liquidi con la dieta, naturalmente è importante non esagerare: l'apporto idrico deve sempre essere proporzionato al tenore dell'alimentazione e all'attività fisica, e mai esagerato.
In genere, si consiglia un consumo di acqua pari a circa 2–3 litri al giorno, in modo che il volume urinario sia di 2 litri nell'arco delle 24 ore. E si raccomanda un generoso apporto di liquidi soprattutto in periodi particolari: come pasti abbondanti, durante la notte, in presenza di perdite idro-saline a livello gastrointestinale (diarrea, vomito) e in caso di eccessiva sudorazione nel corso di esercizi fisici o soggiorno in un clima eccessivamente caldo-umido. Attenzione anche ai viaggi lunghi, soprattutto in aereo. In genere, urine di colore giallo molto pallido sono spia di una giusta idratazione, mentre è necessario aumentare l'apporto idrico se le urine appaiono di colore giallo scuro o marrone.
Spesso, in presenza di calcoli renali si consiglia di preferire l'acqua alle altre bevande, scegliendo preferibilmente acque oligominerali o minimamente mineralizzate, in modo da contenere l'apporto di sodio e calcio, il cui aumento nelle urine può favorire la formazione di calcoli. 
Caffè, tè e succhi di frutta sono alimenti ricchi di ossalati, per cui il loro consumo andrebbe limitato soprattutto in presenza di calcoli da ossalato di calcio.

                                                                                                    (Fonti:Varie)

                          



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lunedì 4 febbraio 2013

4 Febbraio: Giornata mondiale contro il cancro

Nel novembre del 2007 è stata pubblicata un’importante review nella quale sono stati riesaminati tutti gli studi esistenti sul rischio riguardante diversi tipi di cancro in base allo stile di vita scelto. Questa review, pubblicata congiuntamente dal World Cancer Research Fund (WCRF) e dall’American Institute for Cancer Research (AICR), mettendo insieme le ricerche di alta qualità e l’esperienza scientifica internazionale, fa il punto della situazione sulla conoscenza delle relazioni tra alimentazione, caratteristiche del corpo, attività fisica e i diversi tipi di cancro. Solo il 5-10% dei tumori sono di origine ereditaria e chi presenta dei geni promotori del cancro non necessariamente svilupperà un tumore (ma presenta un rischio più elevato rispetto alla maggior parte della popolazione). L’esposizione a fattori ambientali che causano il danneggiamento dei geni è certamente uno dei più importanti fattori che possono favorire o meno lo sviluppo di tumori. Sebbene non si possano evitare tutti gli agenti cancerogenici, ci sono diversi aspetti della nostra vita quotidiana che possono essere modificati per prevenire il danneggiamento del DNA, come ad esempio una dieta salutare e la scelta dello stile di vita.
In un periodo di 5 anni, più di 20 tra i migliori scienziati del mondo hanno esaminato una serie di lavori scientifici internazionali commissionati in modo specifico per esaminare come i fattori che modificano lo stile di vita possono influire sul rischio del cancro.
Nonostante per l’uomo sia ideale praticare un’attività fisica regolare, negli ultimi anni il livello di attività fisica continua a diminuire. Il lavoro è diventato sempre più sedentario e la mancanza di attività costituisce un importante fattore di rischio per il sovrappeso e per l’obesità, che a loro volta aumentano il rischio di diversi tipi di cancro. La review sostiene la teoria che gli uomini si sono evoluti e adattati per essere fisicamente attivi nella vita e che la sedentarietà odierna non è salutare. Non tutti sanno che l’attività fisica, oltre ad avere un ruolo preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, del diabete e dell’obesità, contrasta l’insorgenza di altre malattie, come il decadimento mentale senile, la depressione, la disfunzione erettile dell’anziano, ed anche alcuni tumori, in particolare il cancro del colon e della mammella. Che l’esercizio fisico sia un toccasana è cosa risaputa, ma da oggi sappiamo che per chi è guarito da un tumore potrebbe profilarsi come un autentico farmaco miracoloso. Secondo il Macmillan Cancer Support, l’attività fisica può beneficiare particolarmente le persone sottoposte a trattamenti contro il cancro e aiuta a prevenire il ritorno della malattia.
Pertanto oggi si sollecitano i medici a prescrivere esercizio fisico piuttosto che raccomandare ai pazienti solo riposo. Una rassegna di oltre 60 studi ha evidenziato che essere attivi durante il trattamento non peggiora la fatica, ma anzi produce effetti positivi sull’umore e sul benessere. Una volta terminato il trattamento anti-tumorale, l’esercizio aiuta infatti a ridurne gli effetti collaterali e indesiderati, come gonfiore, ansia, depressione, stanchezza, difficolta’ motorie e cambiamenti di peso.
Purtroppo, però, almeno il 60% della popolazione mondiale non raggiunge i livelli di attività fisica minimi che sarebbero indispensabili per la salute. Dai dati ISTAT del 2012 oltre il 40% degli italiani risulta sedentario.  
L’attività fisica influenza numerose funzioni dell’organismo umano potenzialmente correlate con il rischio di tumori: la funzionalità cardiovascolare e polmonare, la motilità intestinale, la produzione di ormoni, il bilancio energetico, la funzionalità immunitaria, la produzione di anti ossidanti e la riparazione del DNA.  L’associazione fra inattività e cancro del colon è quella più forte e meglio documentata. Gli effetti negativi della sedentarietà possono in parte spiegare la maggior frequenza del cancro del colon nelle nazioni industrializzate e nelle aree urbane. Già nel 1995 uno studio su oltre 47.000 sanitari americani di sesso maschile ha messo in evidenza un’associazione inversa tra sedentarietà e cancro del colon (con un dimezzamento del rischio nei soggetti attivi) e fra sovrappeso e cancro del colon, particolarmente marcata in presenza di una distribuzione addominale del grasso, con un rischio relativo pari a 0.53. Studi successivi hanno confermato questa associazione.  Anche il rischio di carcinoma della mammella si riduce del 14-30% con l’attività fisica e vi è una correlazione dose-risposta, anche se l’associazione è minore che per il cancro del colon. Tra i meccanismi proposti per spiegare l’effetto protettivo, la riduzione del grasso corporeo e la riduzione dell’insulina e di altre proteine circolanti che influenzano la disponibilità di estrogeni ed insulina. L’effetto protettivo si verifica anche nelle donne in terapia ormonale sostitutiva.
In conclusione, l’attività fisica ha un ruolo crescente nella prevenzione dei tumori.  Per chi è già attivo, bisogna tenere presente che per il mantenimento della salute, e quindi anche per la prevenzione dei tumori, sono consigliati 30 minuti di attività fisica, ad esempio cammino a passo spedito o bicicletta, 4-7 giorni alla settimana, oppure 10.000 passi al giorno. Per essere efficace l’attività deve avere una intensità sufficiente a produrre una certa sudorazione ed accelerazione del battito cardiaco. 
Per quanto riguarda chi vuole iniziare è bene farlo molto gradualmente, ad esempio misurando il numero di passi effettuati abitualmente ed aumentandoli di 500 ogni due settimane; o iniziando da 15 minuti di cammino al giorno e aumentando il cammino veloce di 3 minuti alla settimana fino a raggiungere i tempi consigliati. Molto importante sarebbe, per la maggior parte delle persone, trovare un amico o un gruppo con cui svolgere l’attività. Altri possono preferire invece di portare giornalmente a spasso il proprio cane. E se proprio l’attività fisica non ci piace? Bè, innanzitutto c’è chi detesta la palestra, il nuoto o la corsa, ma magari ama ballare o fare giardinaggio, o viceversa. Quindi si può provare a passare in rassegna le varie opportunità di muoversi senza limitarsi a quelle “classiche”. Per la maggior parte delle persone, l’attività fisica non solo fa bene alla salute, ma è anche molto piacevole, specie se svolta in compagnia.
La scelta di adottare un’alimentazione attenta e uno stile di vita sano già da giovani e mantenendola nel corso della vita, vi aiuterà a ridurre il rischio di alcune condizioni patologiche come l’obesità, l’ipertensione, il diabete e alcuni tipi di tumore. Possiamo seguire una dieta salutare attraverso l’assunzione bilanciata di alimenti, consumando alcuni cibi con moderazione e includendo un’ampia varietà di alimenti differenti. 
                                                                            (Fonti: Varie)
 
 

martedì 8 gennaio 2013

Palestrati più longevi...

Gli scienziati lo hanno sempre detto, e ribadito più volte in questi ultimi anni, lo sport fa bene, e chi pratica sport vive meglio. E' notizia di questi giorni, invece, l'annuncio ufficiale che attribuisce allo sport l'attributo di "elisir di lungavita".
In un recente uno studio svedese, pubblicato sul 'Bmj,  un gruppo di ricercatori ha monitorato più di un milione di adolescenti per 24 anni, scoprendo che quelli con una minore forza muscolare,  muscoli di gambe e braccia più deboli e una presa decisamente molle,  rischiavano più degli altri di incappare nel corso del tempo in una morte precoce. L’equipe di ricercatori è convenuta sul fatto che gli adolescenti con una forza muscolare oltre la media, correvano un rischio di morte prematura inferiore del 35% rispetto ai soggetti esili o comunque sottoposti al catabolismo muscolare.
I dati raccolti e pubblicati sul British Medical Journal hanno messo in luce che la forza muscolare nei giovani uomini rappresentava anche un fattore di salute importante che aumentava di circa il 30% la possibilità di vivere oltre i 55 anni.
Quindi avere muscoli scolpiti e pettorali di cui vantarsi per gli adolescenti oltre ad essere motivo di vanità, potrebbe anche significare crescere in salute e avere una maggiore aspettativa di vita, inoltre  gli aspiranti “Schwarzenegger” sarebbero molto meno colpiti da istinti suicidi (-30%) e avrebbero meno possibilità di sviluppare uno stato depressivo (-70%).
Nel corso dello studio hanno perso la vita 26.145 uomini (2,3%). La principale causa di decesso è costituita da lesioni accidentali, seguite da suicidio, cancro, malattie cardiache e ictus, quindi gli adolescenti con un fisico esile, presenterebbero un rischio di morte prematura due volte superiore a quello dei propri coetanei.
Mentre in passato si diceva ad un adolescente che doveva "farsi le ossa" oggi dovremmo dire che deve farsi i muscoli, a parte gli scherzi, sì ai corpi muscolosi, ma sempre in modo naturale, alimentazione, vita sana e sport per un fisico da urlo!!!

                                                                                                                   (Fonti Varie)











lunedì 26 novembre 2012

MAX DI FRANCO: “La lettera – Il bambino che sogna”

Oggi voglio parlare di un bambino, che oggi è un uomo.
Un ragazzo che tenacemente ha inseguito i suoi sogni e ce l'ha fatta.
Max Di Franco è un giocatore di pallavolo professionista che oggi racconta la sua storia in un film di prossima uscita, sul blog è possibile vederne il trailer.
Il film documentario sarà presentato al VII Convegno "SPORT PER TUTTI" Grandi Eventi Sportivi ed Olimpiadi di Londra 2012 il 14 Dicembre 2012 presso la Sala delle Lapidi (Aula Consiliare) - Palazzo delle Aquile - Piazza Pretoria 1 – PALERMO
Max nasce a San Cataldo il 7 febbraio 1978 e vive a Ravanusa in provincia di Agrigento sino all’età di 8 anni. Per il resto della sua adolescenza Max vive tra la Germania e Sommatino, un piccolo paese dell'entroterra siciliano. Proprio la mentalità stretta del paese induce Max a desiderare una vita migliore.
Max a 13 anni è già alto 1,83 cm e decide di iscriversi nella squadra locale di pallavolo dalla quale resta molto deluso: era tesserato solo per fare allenamenti sporadici e la partita domenicale.
E’il periodo in cui va in onda la pubblicità del Maxicono, che aveva il grande Andrea Giani come testimonial, atleta che Max ammirava (Giani stesso sarebbe diventato poi suo compagno di squadra nel 2005). Stimolato dal fratello più grande, Franco,che gli diceva sempre "scrivi alla Maxicono", giunge il momento della svolta: Max prende carta e penna e scrive la celeberrima letterina di cui si farà per mesi e mesi un gran parlare, e che sarà pubblicata nelle più importanti testate giornalistiche, sportive e non. Il testo rispecchia il carattere di Max: semplice, diretto e concreto.
"Sono un ragazzo di 14 anni, alto 2 metri; volevo chiedervi se è possibile organizzare un provino da voi, io sono solamente tesserato con la società del mio paese ma partirei da zero!".
Pensava di non avere altra scelta, essendo fuori da realtà sportive che contano. La risposta di Parma è negativa a causa di una campagna acquisti troppo piena;. ma Max non si perde d’animo e continua imperterrito a perseguire il suo sogno scrivendo a Treviso, Ravenna e Modena.
Nel giro di una settimana Carlo Carra (responsabile del settore giovanile della Sisley Treviso di allora), chiama casa Di Franco.
Max vola a Treviso quì conosce subito il direttore sportivo Bruno Da Re e Michele De Conti, rispettivamente General Manager e Segretario Generale. L’incontro successivo è con lo staff tecnico: l’allenatore Michele Zanini, che diviene sin dal primo momento suo papà sportivo.
A quindici anni purtroppo Max ha un fisico gracile (198cm per 78 kg) che non gli permette di reggere ai volumi di lavoro. Il primo mese a Treviso trascorre tra fatica, tristezza e pianti.Ma Max con tanta tenacia e caparbietà porta avanti i suoi massacranti allenamenti quotidiani: forte del fatto che aveva mollato la scuola per diventare un professionista. I sacrifici saranno ben presto ripagati divenendo solo dopo 3 mesi titolare in Under 16.
Avere vicino campioni di quel calibro, era per Di Franco uno stimolo a continuare e a migliorare. Per lui rappresentavano degli idoli, dei modelli che sino a pochi mesi prima ammirava dalla tv: non si abituava mai alle indescrivibili emozioni suscitate dalla loro presenza.
Con 10 kg di muscoli in più, è pronto per iniziare a presenziare alle prime partite ufficiali di Under 16. Arrivano anche le prime convocazioni in nazionale pre-juniores: anche in questa occasione Max si distingue fregiandosi del titolo di Capitano conferitogli dal coach Angelo Lorenzetti. La meritata fascia di Capitano gli farà compagnia agli Europei di Barcellona nel 1995 e ai Mondiali in Portorico: entrambe le esperienza si concluderanno sul secondo gradino del podio.
In questi anni vince altri due titoli con la Junior League e una Medaglia d’Argento ai Mondiali Juniores in Bahrein.
Nel 1996 fa il suo esordio con la prima squadra: partita Treviso-Ravenna. Max è già un piccolo grande campione che, partendo da zero, a distanza di soli quattro anni dalla famosa "lettera", è sulla bocca di tutti. Nel 1998 conquista il primo scudetto di Serie A.
Il 1998 è per Di Franco un anno ricco di emozioni e di buone prestazioni: disputa da titolare anche la Coppa Cev al posto di Gravina. La Sisley vince. Quell'anno lascia Treviso alla volta di Fano: Questa esperienza si conclude male, il Fano retrocede e Di Franco si infortuna: questo è un anno da archiviare.
Deluso ritorna nella sua Sicilia dove milita per due anni nell’Iveco Palermo.
Dopo Palermo Max rifà le valigie, destinazione: Parma. Squadra che dopo tanti anni riprende come sponsor “Maxicono”:quel nome da cui tutto partì, che per lui era sinonimo di sogno.
Di Franco firma un contratto biennale, ma dopo il primo anno la società fallisce. Max si trasferisce a Montichiari. La società lo riconferma anche per la stagione successiva come titolare assoluto.
E’ il 2003. Max è al top della forma, all’apice della carriera e temprato dall’esperienza dell’anno precedente dove ha rischiato di uscire dal”grande giro”. Sigla il suo anno migliore, laureandosi come Migliore Muro del Campionato Italiano.
Finita questa stagione da incorniciare, rientra in Sicilia in aereo: sul volo di linea incontra Julio Velasco, considerato da Max il più grande allenatore di tutti i tempi.Tanto che tra le numerose proposte arrivate delle squadre più prestigiose, opta senza esitare per Modena, la Juventus del volley, allenata proprio da Velasco ed ha, tra l’altro, l’onore di giocatore con il miglior palleggiatore del mondo: il brasiliano Riccardinho.
La sua carriera prosegue a Perugia, partecipando anche alla Champions League e lottando in prima linea per il titolo italiano… obiettivi che a inizio carriera Max vedeva come chimere.
I successi ottenuti lo hanno ripagato di tutto quello che aveva dato in termini di sacrifici e rinunce.
Dopo Perugia, arrivano per Max anni bui e difficili: il morale è basso, milita ora in piccole società, gli arrivano come stangate le retrocessioni in due stagioni di fila: prima Forlì e poi Pineto e stenta ad imporsi nel giro del grande volley.
Per la prima volta nella sua carriera bussano alla porta società di serie A2. La sua scelta cade su Genova.
L'anno successivo Max trasloca per l’undicesima volta nella sua carriera: si va ad Isernia dopo due anni di corteggiamento da parte della dirigenza molisana.
Di Franco ha sempre voglia di sognare, ambizioso quale è,
come ricorda il suo secondo allenatore di quando era ragazzino Nicola Gagliano:  "lo sport è palestra di vita e Max ne è l’esempio.Ha scelto di essere protagonista della sua vita, non si è fatto trascinare da pessimismo e pigrizia, ha preso in pugno la situazione e ha cambiato la sua vita.
Non ha mollato mai, anche nei momenti più difficili ha saputo rialzarsi e tenere duro: lui è stato ed è ancora il costruttore del suo destino perché ha semplicemente voluto realizzare il suo sogno di giocare a pallavolo”.


                                                           Fonti: Varie
                                         (Articolo autorizzato a scopo promozionale)

venerdì 23 novembre 2012

La crisi delle palestre: il nulla oltre il baratro

Ormai nessuno può affermare che la crisi economica non esiste.
Ci siamo dentro, completamente. Lo si vede dai carrelli della spesa semi vuoti, dal numero dei negozi che ogni giorno chiudono per non aprire mai più, dai mercati deserti.
La crisi che ha investito l'Europa sta facendo man bassa in tutti i settori, e questo si sta riflettendo anche in uno dei settori che fino a qualche mese fa registrava ancora il segno più: il benessere.
Il settore del benessere infatti in questi ultimi mesi ha avuto un brusco calo che ha travolto i centri benessere propriamente detti (SPA, centri estetici,, terme), e le palestre.
I medici lo affermano aormai da tempo, praticare attività fisica costante previene numerose malattie: artrosi, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, alzehimer, quindi  le palestre, che dovrebbero essere considerate luoghi di cura per eccellenza, grazie alla crisi si svuotano, si registra infatti un calo del 40% delle iscrizioni.
Inoltre gli italiani sono sempre più pigri e sedentari. Aumenta infatti il numero dei connazionali che non praticano sport: a settembre, mese in cui notoriamente si riprende l'attività fisica, si è registrato un calo rispetto allo scorso anno del numero di iscrizioni a circoli sportivi e palestre di circa il 40%. 
A lanciare l'allarme sulla crescente sedentarieta' degli italiani e' anche il Rapporto Osservasalute 2011 del Policlinico Universitario Gemelli: La pratica sportiva, e' il dato che emerge, ha interessato solo meno di un terzo della popolazione, mentre 4 italiani su 10 hanno dichiarato abitudini sedentarie. I livelli di attivita' fisica stanno diminuendo soprattutto tra i giovani: in Italia, solo 1 bambino su 10 pratica attivita' fisica in modo adeguato e 1 bimbo su 2 guarda la tv o gioca con i videogiochi per piu' di 3 ore al giorno.
D'altra parte è pur vero, come ha spiegato Adami, che alcuni pur abbandonando la palestra molti praticano attività fisica per proprio conto. Risulta infatti in aumento il numero delle persone che va a correre nei parchi pubblici o quello di chi va in bici, e si registra un incremento nel commercio degli attrezzi home fitness, anche se tra comprare e usare poi c'è una bella differenza!
Nel frattempo il modo di fare sport, anche a casa si è evoluto: la cyclette si , connette al web mentre si pedala, la mini-bike, invece, pesa solo sei chili e integra anche un computer e un display a cristalli liquidi. 
Intramontabili nell'allenamento tra le pareti casalinghe, stepper e climber modellano gli arti inferiori, in particolare glutei, gambe e polpacci, stimolano la circolazione sanguigna e migliorano l'efficienza cardiaca. Il tapis roulant di ultima generazione, indispensabile per l'allenamento classico, ha sistemi ammortizzanti e motori che simulano una camminata o una corsa senza il rischio di microtraumi. 
Il fitness casalingo può anche essere una soluzione alla crisi, a patto che gli esercizi vengano eseguiti in maniera corretta, perchè anche un solo movimento fatto male può provocare microtraumi che nel tempo potrebbero causare dolori cronici. 
Quindi io consiglierei di farsi assistere, anche solo per un paio di lezioni al mese da un personal trainer, l'importante che sia laureato in scienze motorie, almeno avrete messo la vostra salute in mani esperte!

                                                                                                         Fonti: Varie

mercoledì 21 novembre 2012

Impactotraining: allenarsi in tempo di crisi

In questo blog abbiamo parlato spesso di metodi di allenamento differenti, più o meno efficaci, ma sempre incentrati sul massimo impegno cardiovascolare e muscolare. oggi parlerò di un nuovo metodo, tutto italiano.
Impacto  è un metodo di allenamento basato sull afterburn effect,  che prevede il rapido alternarsi di esercizi   al massimo dell’intensità a esercizi di recupero attivo a intensità minore il risultato? Accelerando in questo modo il  metabolsimo continuando a utilizzare grassi  e calorie come energetico fino a 48 ore succesive l’allenamento. In questo modo si  bruciano 8 volte di piu di un lavoro aerobico tradizionale (corsa, camminata o cyclette). Si  tratta  di esercizi completamente  a carico naturale  che puoi svolgere dove si vuole: dentro casa,in ufficio, al parco, senza l’utilizzo di alcun peso, ne’ di alcun attrezzo.
L'ultima frontiera del fitness prevede solo di avere a disposizione un prato, scale, panchine e superfici irregolari, niente quindi, costosissimi abbonamenti a palestre, il che in tempo di crisi è un'ottima cosa. 
 Il nuovo metodo, ideato da Fabio Inka, rende l'allenamento più vario, divertente e meno monotono, e questo può essere visto come un incentivo, visto che spesso la pratica dell'attività fisica viene interrotta proprio a causa della monotonia, inoltre lavorando all'aria aperta si coinvolge la mente oltre che il corpo, regalandoci un benessere globale. 
Grazie a questo coinvolgimento al 100% l'impactotraining ottiene ottimi risultati in tempi più brevi rispetto ad un allenamento di tipo classico. 
Inoltre mescolare questo tipo di allenamento con un allenamento aerobico porta un consumo di grassi fino a nove volte superiore, a patto che gli esercizi siano svolti a grande intensità.
Comunque c'è sempre da ricordare che visto che l'obiettivoè perdere grasso e non muscoli. bisogna comunque associare un' alimentazione  bilanciata e seguire le semplici regole del vivere bene: non fumare, e non esagerare con i cibi spazzatura.



                                                                                                 Fonti: varie

martedì 2 ottobre 2012

AUTUNNO E CADUTA DEI CAPELLI: verità o false credenze?

Questo è il periodo in cui guardando la spazzola e dando un'occhiata al numero di capelli che vi rimangono sopra si pensa alle castagne, sperando che questo periodo passi in fretta per poter vedere di nuovo le nostre chiome risplendere di vita. Questo per quanto riguarda il mito, ora vediamo cosa dice la scienza.
La caduta dei capelli fino ad un centinaio al giorno per le chiome più folte va considerato un normale processo fisiologico della vita dei capelli. Crescita, caduta e ricrescita dei capelli è un ciclo che in un individuo si ripete circa 20 volte, e a volte un ciclo può durare anche 6 anni. Finchè la caduta dei capelli rientra nei confini di questo ciclo di ricrescita non deve preoccupare, ma considerato normale.
Se il rapporto fra capelli in fase di ricrescita e quelli che cadono si sbilancia, e questi ultimi diventano più numerosi, allora siamo in presenza di un problema e dobbiamo cominciare a preoccuparci.
Per quanto riguarda i rimedi pubblicizzati contro la perdita dei capelli alcuni sono veramente efficaci, altri un po’ meno, alcuni sono reali, altri presunti. Per scegliere il rimedio indicato per il proprio problema tra le tante opzioni è importante rivolgersi a un dermatologo esperto in grado di diagnosticare la causa e, da lì, il rimedio migliore e più efficace per frenare o contrastare la caduta. 
Come abbiamo detto in alcuni periodi, come la primavera e l’autunno, la caduta di capelli si intensifica e il numero di quelli “persi” cresce di molto. Ma questa perdita stagionale è, in genere, un fenomeno temporaneo e reversibile che verrà, quindi, affrontato in un certo modo.
Una delle cose da non fare assoltamente è quella di non farsi prendere dal ‘panico della caduta dei capelli’. Questa condizione, infatti, per via psicosomatica, ne accentua la caduta. Se ci si accorge che i capelli stanno cadendo o diradandosi bisogna recarsi subito dal dermatologo per approfondirne la causa. I rimedi, infatti, sono strettamente legati alle cause. Si deve tenere presente che i fattori responsabili della caduta dei capelli sono veramente tanti: la predisposizione genetica (che è quella più importante), gli ormoni o, meglio, la risposta dell’organismo agli ormoni, la nutrizione del sangue ai capelli, le diete drastiche che causano numerose carenze (soprattutto di ferro), lo stress prolungato e l’uso di alcuni farmaci. Anche interventi chirurgici e traumi psichici o fisici inducono un periodo di caduta dei capelli così come il periodo subito dopo il parto, con le sue improvvise variazioni ormonali
Una volta individuata la causa, si deve agire. Se, quindi, si tratta di un problema legato agli ormoni, si useranno farmaci in grado di bloccare il segnale da loro emesso sui capelli. Se la causa è la circolazione del sangue si agisce con i cosiddetti fluidificanti del sangue. Se si tratta di perdita di capelli dovuta a carenze nutrizionali si cerca di reintegrare queste mancanze nell’organismo. Se, infine, si tratta di caduta dei capelli a causa di malattie o di assunzione di farmaci si curano le malattie o si sostituiscono i farmaci. Se c’è una forte predisposizione genetica è più difficile arrestare o arginare la caduta e, in questi casi, si ricorre al trapianto con microinnesti di capelli ‘sani’  che danno un effetto assolutamente naturale e che cresceranno normalmente senza il rischio che il problema di caduta si ripresenti. 
Gli shampoo,  le lozioni o gli integratori hanno senso solo per supportare la cura vera e propria. Questi prodotti possono essere utilizzati soprattutto quando la perdita dei capelli è stagionale o quando è legata a fattori come lo stress, il parto o le diete drastiche, per cui l’organismo ha bisogno di rimettersi in forma. 
Spesso, noi donne soprattutto, pensiamo che i trattamenti estetici possano accentuare il problema, ma
 permanenti, tinture, colpi di sole, lacche e gomme non danneggiano i capelli. Le stirature a caldo possono provocare ustioni con cicatrici dove non ricrescono più i capelli così come certe pettinature etniche completamente inadatte al nostro tipo di capelli, ma nulla di più.  
Quindi importante è conoscere la causa della caduta. 
Comunque possiamo mantenere la nostra chioma bella durante tutto l'anno e soprattutto in autunno, (ma solo perchè i frequenti lavaggi estivi, il sole, mare e piscina hanno messo i nostri capelli davvero a dura prova), con rimedi naturali, o meglio coccolandoli e coccolandoci un pò. Dobbiamo però essere diligenti quando tentiamo di risolvere questo problema grazie ai rimedi naturali. Infatti essi non mostrano alcun effetto immediato e la pazienza è fondamentale. 
  • Alcuni cibi come il miglio (contiene acido silicico che dà struttura alle chiome) e poi agrumi, peperoni, kiwi, ribes nero (forniscono vitamina C che riduce l’azione dei radicali liberi), carne, uova, legumi e vegetali a foglia verde (sono fonte di cistina, un aminoacido che entra a far parte della cheratina, la proteina che forma le cellule della fibra capillare) sono un vero e proprio toccasanaper i nostri capelli.

  •  Potrebbe essere utile anche assumere integratori specifici che agiscano in modo mirato su bulbi, cuoio capelluto e microcircolo, contenenti aminoacidi, antiossidanti, betacarotene, Serenoa Repens, selenio, zinco, vitamine C, A ed E. Questi integratori naturali hanno la capacità di migliorare il volume dei capelli, frenarne la caduta e aumentarne sensibilmente il diametro.
  • I massaggi con l'olio di mandorle sono consigliati anche per chi nota che la propria linea di capelli sta retrocedendo. Dev'essere applicato due o tre volte durante il giorno. Le barbabietole con l'aggiunta di pasta di hennè può controllare, a sua volta, la caduta dei capelli in modo significativo.

    Massaggiare il cuoio capelluto assieme agli oli essenziali come il rosmarino e la lavanda questi oli su una base di routine è un ottimo modo per incoraggiare i capelli a ricrescere, il modo migliore per utilizzare l'olio è quello di metterne un po' sul cuoio capelluto dopo lo shampoo, lasciare in posa per 10 - 15 minuti e risciacquare. Per i casi più moderati, saturate il cuoio capelluto con l'olio prima di andare a letto e poi coprire la testa con una cuffia per la doccia e dormire con l'olio nei capelli. Sciacquate al risveglio. Questa operazione può essere eseguita una o due volte al mese, poiché troppi di questi trattamenti renderanno i vostri capelli troppo grassi.Anche i tuorli forniscono i nutrienti necessari per i capelli. Si può anche scegliere di applicare l'albume. Utilizzatelo mezz'ora prima di lavare i capelli.

    Il calcio è un altro nutriente importante per rafforzare i follicoli piliferi e le radici nel vostro cuoio capelluto. Quindi, comprendete alimenti ricchi di calcio nella dieta.

    Gli alimenti più utili sono quelli ricchi di proteine, che sono: le uova, mandorle, frutti di mare, yogurt, prodotti di soia, ecc.
    Seguite uno qualsiasi di questi consigli per notare subito la differenza, i rimedi della nonna, contro la caduta dei capelli, richiedono tempo e pazienza ma è assicurato ottenere un certo miglioramento!



                                                                                                                  (Fonti: Varie)

     

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