''Sono tante le cose che vorrei fare, ma
ci sono delle priorita': quella fondamentale e' che i nostri
figli abbiano diritto di fare attivita' motoria, non dev'essere
una fortuna o un lusso. Dobbiamo garantire ai bambini una vera
cultura sportiva e per farlo dobbiamo partire dalle scuole. Su
questo sono convinta che il Coni sara' al mio fianco e che anche
con la ministra Carrozza (Istruzione, ndr) lavoreremo insieme''.
Quest ha detto il ministro dello Sport Josefa Idem al Consiglio nazionale
del Coni il 15 Maggio di quest'anno.
Oggi su "La Repubblica" è uscito un articolo di cui riporterò un riassunto. Per l'articolo completo potete cliccare sul link.

francesi che poi
si incazzavano quando Bartali li batteva. Ora ci battono loro a noi, e
non si parla solo di
medaglie olimpiche, ma di un bel pezzo di
investimento sul futuro.Non è una novità, che la Francia investa così tanto nell'educazione
sportiva. Lo è invece, almeno nelle intenzioni, che anche in Italia
qualcuno si stia ponendo davvero il problema di come e cosa fare dello
sport, dopo decenni di abbandono, un abbandono non finanziario, ma politico, culturale, strategico.
Adesso il ministro dello sport, Iosefa Idem, dopo aver fatto l'atleta olimpica per
tutta la vita ha voglia di provarci a entrare davvero dentro le scuole con concetti semplici e
preziosi: la multidisciplinarietà, le società sportive d'appoggio, la
revisione dei programmi, un approccio culturale allo sport non più da
dopoguerra, ma da terzo millennio. Roba elementare, appunto, che
qualcuno, nelle periferie più illuminate dello sport italiano ha già capito.
Vedremo se basterà l'impegno, e la sintonia con il presidente del Coni,
Malagò. Vedremo se un ministro senza portafoglio ma con parecchia
energia riuscirà almeno ad accendere un luce.
Purtroppo sappiamo bene in che condizioni sono le scuole italiane, e soprattutto le strutture sportive delle scuole italiane, credo che potremmo stare tranquilli a sognare ancora per parecchio tempo.
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