lunedì 20 agosto 2012

HIIT: allenamento perfetto in soli 20 minuti

Arriva l'HIIT, l'allenamento ad intervalli che fa dimagrire e tonifica il corpo.

Perdere peso e tonificarsi non sono sempre imprese impossibili o che richiedono ore ed ore di esercizi estenuanti in palestra: per i superimpegnati che hanno voglia di rimettersi in forma in poco tempo, faticando tantissimo come intensità ma poco come quantità, c’è l’HIIT, acronimo che sta per “High Intensity Interval Training (ossia allenamento ad intervalli ad alta intensità).
Nato negli Stati Uniti, si basa sulla dimostrazione degli effetti positivi degli stimoli allenanti molto intensi per breve tempo. Bastano 20 minuti due volte a settimana per migliorare nettamente il corpo e la capacità cardiaca, considerando che si tratta di allenamento aerobico (e dunque con risvolti prevalentemente cardiocircolatori ad elevate frequenze, come il 95% della frequenza cardiaca massima).
E’ un tipo di allenamento ad intervalli perché prevede momenti di riscaldamento e di ripresa a momenti di scatto intenso. Ad esempio, si cammina a velocità moderata per 5 minuti, poi si corre a velocità elevate per 30 secondi e si cammina per altri 90 secondi, poi si cammina ancora per 90 secondi e di nuovo si corre per 30 secondi, andando avanti così per 10 minuti circa e poi riducendo la velocità, ad esempio, a 4.0 km orari, per 5 minuti di defaticamento. Su questo esempio, per ottenere progressi, è possibile dopo qualche settimana camminare per 30 secondi e correre per 60, fino ad arrivare ad un lavoro equo di camminata di 30 secondi intervallata a una corsa sempre di 30 secondi. Sembra proprio che 20 minuti di HIIT corrispondano a un’ora di jogging, e che il dispendio calorico sia elevato da aiutare il dimagrimento e da velocizzare il metabolismo nelle ore successive all’allenamento. 
Ovviamente devono chiedere consiglio al medico le persone sedentarie, in sovrappeso o con problemi all’apparato muscolo-scheletrico.

Meglio HIIT o corsa a fondo lento ?
Ci sono parecchie discussioni sull’HIIT. La questione è se l’HIIT sia o meno un metodo di dimagrimento più efficace rispetto alla tradizionali routines di corsa a fondo lento.
Sicuramente l’HIIT è un metodo per allenarsi alla fatica in un tempo relativamente breve.
I risultati delle ricerche su questo tipo di allenamento sentenziano che:
  1. un allenamento ad alta intensità (80 % della frequenza cardiaca massima) promuove la costituzione di massa muscolare, che PESA, perciò brucia calorie solo per il fatto di esistere.
  2. un lavoro ad alta intensità, protratto nel tempo, provoca un effetto di intaccamento delle riserve di grasso corporee successivo all’allenamento.
D’altra parte, nonostante gli studi effettuati forniscano un’evidenza sperimentale che l’HIIT può incrementare il fiato e la performance di resistenza alla fatica, il diverso tipo di lavoro ed i diversi rapporti Lavoro/Recupero rendono difficile per un allenatore od un atleta il disegno di una efficace routine d’allenamento.
Un allenamento periodizzato è probabilmente più efficace di un continuo programma di HIIT (2), che NON va considerato un mezzo esclusivo di allenamento quanto piuttosto una integrazione di un programma che preveda esercizi di forza e corsa a fondo lento.                                                     Quindi si tratta di non limitarsi ad un metodo. L’HIIT, infatti, ricorre massicciamente al sistema anaerobico e limitarsi ad esso può a lungo provocare danni. Infatti un eccessivo lavoro anaerobico può aumentare l’acidità del sangue (acidosi) e favorire la comparsa di patologie, oltre ad incrementare il rischio di infortuni a causa dello stress che provoca nell’organismo.
Prima di iniziare l’HIIT, bisogna riscaldarsi adeguatamente. 
Possiamo eseguire HIIT anche in palestra su un tapis roulant, aumentando l’intensità agendo sulla velocità e/o l’inclinazione. Ovvio che, a mio avviso, è meglio andare a correre fuori, con le scarpe adeguate e su terreno sterrato. Invece se pratichiamo lo step o la cyclette, basterà aumentare la resistenza e la velocità.



                                                                                                                               (Fonti Varie)

 


giovedì 9 agosto 2012

L'inattività fisica : mortale come il fumo!

Mentre 2 miliardi di persone, sul proprio divano, seguivano il fantastico Bolt vincere l'oro ai 100 metri, molti di loro non sapevano che quello stesso divano li avrebbe uccisi.
Uno studio scientifico pubblicato su The Lancet ha portato l'attenzione sull'inattività fisica, dicendo che è mortale tanto quanto il fumo. Muoversi poco fa male e se ne può morire.Si stima che ogni anno 5,3 milioni di personemuoiono nel mondo a causa dell’inattività fisica, un dato importante e allarmante. 
I dati pubblicati su The Lancet sono stati raccolti da un gruppo di 33 ricercatori provenienti da diversi Paesi del mondo in occasione dell'uscita della rivista dedicato allo sport e all’Olimpiade 2012: mentre il mondo sta seduto sul divano a guardare i pochi atleti virtuosi far movimento ci si dimentica di svolgere anche il minimo indispensabile di attività fisica quotidiana, e non stiamo parlando di attività fisica vera e propria. Gli studiosi sostengono che anche 30 minuti di passeggiata blanda almeno 5 giorni a settimana, ( per fare la spesa, i lavori di casa, di giardinaggio!) aiutano il nostro corpo a tenersi in forma. Per non parlare di fare 20 minuti di sport almeno 3 volte a settimana (corsa, nuoto, bici, ma anche fare le scale o allungare il passo al parco sotto casa), attività che diminuirebbe il rischio di morire per malattie cardiovascolari! 
L'inattività è un male mondiale che in quanto tale andrebbe curato con interventi governativi, soprattutto nei Paesi occidentali più industrializzati, dove la soglia di attività fisica è più bassa che altrove. Infatti gli studi statistici  registrano preoccupanti tassi di sedentarietà tra i giovanissimi: nella fascia di età tra i 13 e i 15 anni 4 ragazzi su 5 non si muoverebbero abbastanza.
Ma con l'aumentare dell'età aumenta, purtroppo, anche il numero di persone che non si muove e tende a scendere il numero di minuti quotidiani dedicati a una passeggiata, o a un po’ di sport. E cosa ancora più allarmante (visto che sono nella categoria) le persone più sedentarie sarebbero le donne che optano per stili di vita sedentari. 
Ad avvolarare lo studio scientifico, entrano in campo, i numeri di morti per inattività fisica: nel 2008 furono 5,3 milioni su un totale di 57 milioni di morti in tutto il mondo per malattie. Dunque uno su dieci, in misura analoga a i decessi causati da patologie come diabete, cancro ai polmoni, malattie del cuore cosi come i decessi causati da altre cattive abitudini mortali, come le sigarette, o all’obesità dovuta a uno stile alimentare insano. Lo stesso studio ha anche provato a fare una proiezione sulla soluzione al problema: se il livello di inattività calasse almeno del 10 per cento, si potrebbero salvare ogni anno mezzo milione di vite umane, e si darebbe anche una forte riduzione a quelle malattie correlate alla mancanza di attività fisica e di conseguenza all'obesità.


                                                                                                                           (Fonti: Varie)

lunedì 23 luglio 2012

Keep32: e la carie non c'è più!

Buona notizia per tutti quelli che hanno paura di andare dal dentista e cattive notizie per i sopracitati dentisti: i ricercatori americani ( e chi sennò?) hanno scoperto una molecola che è in grado di sconfiggere la carie.
Alcuni ricercatori della Yale University in collaborazione con l’Università di Santiago del Cile, i quali hanno scoperto una molecola in grado di uccidere i batteri che causano le carie nelle cavità dentali.
I ricercatori hanno fatto da poco richieste per il brevetto. La molecola si chiama Keep 32 ed è in grado di uccidere lo Streptococcus Mutans il batterio che, metabolizzando lo zucchero in acido lattico, è in grado di sciogliere lo smalto dei denti.
Ovviamente questa molecola potrebbe essere aggiunta nei dentifrici che utilizziamo quotidianamente, ma secondo me, sarà una scoperta che verrà ostacolata dalla categoria. Vi immaginate che fra qualche anno nessuno andrà dal dentista per farsi curare i denti cariati? Significherebbe che nessuno avrebbe più le dentiere, e quindi la categoria perderebbe parecchio lavoro... 
La nuova molecola, chiamata Keep 32, capace di uccidere lo Streptococcus mutans, ossia il batterio che metabolizza lo zucchero trasformandolo in acido lattico in grado di dissolvere lo smalto dei denti.
Gli scienziati hanno scelto questo nome poiché la molecola aiuta a mantenere la salute di tutti i denti. I sistemi di protezione attuali, come il fluoro, rinforzano lo smalto dentario, mentre la molecola elimina il problema alla fonte. Intanto, sono in attesa di un via libera per i trial clinici.

Dunque, per coloro che soffrono di carie e ricorrono spesso alle cure dei costosi dentisti si accende la speranza di poter confidare in un trattamento che si preannuncia semplice ed efficace. Per la sua versatilità, i ricercatori hanno confermato che la molecola può essere utilizzata in diversi modi. Potrebbe infatti essere presto aggiunta nelle gomme da masticare, nei dentifrici e nei colluttori e, come ipotizzato da coloro che l’hanno scoperta anche nei dolci. I due ricercatori sono ora in cerca di finanziamenti per completare la sperimentazione umana in un periodo di 14 o 18 mesi, in modo da avere presto un prodotto sul mercato.
I due hanno un ambizioso piano di business, mirando alla realizzazione di un fatturato di 300 milioni di dollari nei primi cinque anni di funzionamento. “Vogliamo vendere la licenza per grandi aziende per l’igiene personale, come Colgate e P & G, Hershey, Cadbury Trevor, ed altri”, hanno dichiarato gli scopritori di Keep 32.


                                                                                                   (Fonti: varie)

Bicarbonato e cancro: Bufala o no?

Navigando su internet, in cerca di notizie curiose e non, mi sono imbattuta in un articolo che titolava cosi: 
 "Il cancro si curerebbe con il bicarbonato di sodio, un problema per le case farmaceutiche".  
Ovviamente insospettita ho letto l'articolo, pensando: "vuoi vedere che dopo nni di ricerca alla fine la soluzione era la più semplice?".  Faccio una sintesi:  
Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l'efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. Ecco il comunicato sul quale è scritto :"Il fondo da 2 milioni di dollari servirà a migliorare la misurazione sull'efficacia del bere bicarbonato di sodio nel curare il cancro al seno. E' stato provato che bere bicarbonato di sodio riduce o elimina il diffondersi del cancro nel seno, nei polmoni, cervello ed ossa." La notizia non è priva di fondamento scientifico, anzi, è provata in questo documento della NCBI (National Center of Biotechnology Information) 
In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei, non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato agirebbe come vero e proprio regolatore del pH influendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.   

Ma ovviamente, come la maggior parte delle cose che si trovano su internet, era una semi bufala, infatti cercando altri siti che parlassero della stessa notizia mi sono imbattuta in quest'altro:

"“Il cancro si cura col bicarbonato”: così la scienza diventa bufala nel web"  
Come tutte le epiche legende, una fonte di verità nella notizia c’è. E come tutte le trattazioni scientifiche fatte per mano di letterati, che si improvvisano luminari della scienza, la notizia spesso viene travisata. L’università dell’Arizona studia il bicarbonato ed il cancro? Sì, ma lo studio in realtà riguarda la misurazione dei livelli di Ph, indicatore di acidità o di basicità di una sostanza. Il bicarbonato non è la cura, ma un metodo per misurare il Ph nelle cellule tumorali trattate con la (affatto) miracolosa chemioterapia.

Internet è sicuramente una grande risorsa nel mondo dell’informazione, ma essere un assiduo frequentatore di Wikipedia ed un eccelso commentatore di forum in materia non renderà di certo un medico colui che “traduce” alcune importanti scoperte scientifiche. La traduzione delle scienza non è un compito facile e richiede regole precise, altrimenti il “metodo scientifico” di Galileo Galilei non avrebbe modo di esistere. 

Il consiglio che si può dare è uno solo: diffidate. Diffidate di tutti i rimedi miracolosi che circolano sul web: dalla dieta per perdere 10 chili in 4 ore, alla cura del diabete con 7 chili di zucchero al giorno, alla cura del cancro con il bicarbonato. E se il problema che vi affligge è un emicrania, il consiglio è di tagliarvi la testa. Eliminato il problema, si elimina il dolore. Un rimedio semplice ed efficace, proposto dall’International Center for Headache, con sede a New York. Ovviamente un rimedio inventato. Spero che il lettore abbia diffidato ed avuto il buon senso di leggere fino all’ultima riga, prima di seguire il “miracoloso” consiglio.


                                                                                                                             (Fonti: Varie)

giovedì 19 luglio 2012

Emilia Romagna. Al via il progetto “Palestra sicura”

La Regione ha voluto creare una rete di strutture certificate dal Ssr dove poter svolgere sia attività fisica, tutelando la salute con azioni di contrasto verso le sostanze dopanti, sia attività terapeutica, con l’ausilio di personale specializzato e con la presenza di defibrillatori.

Una rete di palestre e strutture sportive certificate dal Servizio sanitario regionale dove svolgere attività fisica finalizzata alla tutela della salute e dove svolgere attività fisica prescritta come terapia  da medici del Servizio sanitario a persone con specifici problemi di salute. È questo l’obiettivo del progetto regionale “Palestra sicura: prevenzione e benessere”, un progetto sperimentato per due anni ed esteso ora a tutta l'Emilia-Romagna.

Due sono le tipologie di palestre e strutture sportive, indicate nel progetto: le “palestre etiche” dove si può svolgere attività fisica finalizzata alla prevenzione e alla tutela della salute e dove si sviluppano azioni di contrasto all'uso improprio di farmaci, interventi di prevenzione dei rischi legati al consumo di sostanze psicoattive (alcol e sostanze stupefacenti) e delle sostanze dopanti,  interventi per favorire un corretta alimentazione e limitare l'uso di integratori alimentari ; le “palestre sicure” dove è possibile praticare l’attività fisica prescritta come terapia dai medici del Servizio sanitario regionale in quanto vi opera personale specializzato e opportunamente formato e dove sono in dotazione defibrillatori cardiaci.

Per ottenere la certificazione di palestra etica, occorre l’adesione a un codice etico, che contiene principi generali e impegni specifici, comporta ispezioni e controlli da parte dei Servizi di medicina dello sport delle Aziende Usl per verificare il possesso dei requisiti previsti, e richiede l'obbligo di partecipazione alle attività di formazione organizzate a livello locale e regionale nell'ambito del progetto. Per avere questa certificazione occorre presentare la richiesta al Comune che, al termine delle verifiche, invia il nulla osta alla Regione che tiene l’elenco delle palestre etiche. Le Palestre etiche possono così collaborare con la Regione, gli Enti locali, le Aziende sanitarie per organizzare anche iniziative di informazione e supporto e consulenza ai professionisti impegnati nella struttura (per esempio, istruttori e allenatori) rispetto a temi come: problemi relazionali, episodi di violenza e aggressività, utilizzo di sostanze legali e illegali, problemi nutrizionali, abuso di farmaci.

Per ottenere il riconoscimento di palestra sicura, e quindi per poter offrire attività fisica prescritta da medici del Servizio sanitario regionale, le palestre e le strutture sanitarie che hanno già la certificazione di palestra etica, devono avere i seguenti  requisiti: impiegare laureati in scienze motorie o diplomati Isef appositamente formati attraverso corsi organizzati da Regione e Università che permettono di ottenere la qualifica di “referente per la salute”; avere in dotazione defibrillatori cardiaci (i dispositivi che possono ristabilire il regolare battito cardiaco in caso di arresto cardio-respiratorio). Per ottenere il riconoscimento di “palestra sicura”, occorre rivolgersi ai “referenti per la salute” e, successivamente, ai Servizi di medicina dello sport delle Aziende Usl.

Sul portale del Servizio sanitario regionale Saluter, www.saluter.it/palestrasicura , oltre ad informazioni approfondite sul progetto, sono disponibili:  un primo elenco di palestre etiche già riconosciute, due elenchi dei “referenti per la salute” (già formati con un corso tenutosi in autunno 2011),  il codice etico a cui bisogna aderire per ottenere la certificazione di “palestra etica”, il modulo per la certificazione di palestra etica da presentare ai Comuni.

                                                                                                  (Fonte:http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl)

mercoledì 4 luglio 2012

La ricetta della salute

Mangiare poco non basta per vivere più a lungo. È dimostrato che la restrizione calorica possa rallentare la comparsa di patologie correlate con l'invecchiamento ed allungare la vita. Ma se alla dieta non si abbina il movimento lo sforzo potrebbe essere vano. Lo sostengono i ricercatori del Buck Institute for research on aging di Novato, in California, con un esperimento condotto sui moscerini della frutta e pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista Cell Metabolism. «Abbiamo scoperto che nei moscerini la restrizione calorica causa un aumento del metabolismo dei grassi nei muscoli e quindi una maggiore attitudine a muoversi» spiega Pankaj Kapahi, che ha diretto la ricerca. «Il maggiore movimento indotto dalla dieta incrementa esso stesso il turnover del grasso muscolare e ottimizza quindi il risultato allungando in effetti la vita. I moscerini che invece non potevano muoversi non hanno vissuto più a lungo nonostante fossero stati sottoposti alle stesse ristrettezze caloriche degli altri». I ricercatori hanno scoperto che nel meccanismo attivato dal binomio dieta e movimento si assiste ad una maggiore espressione dell'ormone AKH, equivalente al nostro glucagone che permette il controllo dei livelli di glucosio nel sangue ed incrementa il metabolismo dei grassi allungando quindi la durata della vita. Gli studiosi perciò concludono che la semplice restrizione alimentare senza un incremento del movimento può  non avere benefici anche per gli esseri umani.

                                                                             (Fonte: www.leggo.it)

martedì 12 giugno 2012

Le mestruazioni: solo quando vuoi tu!

Il sogno di ogni donna: decidere quando è giusto avere le mestruazioni. Ogni donna lo sa, calcoli matematici, statistiche e probabilità svaniscono d'incanto quando si tratta di capire quando sarà il prossimo ciclo mestruale, perchè purtroppo la matematica è debole di fronte a sbalzi ormonali, condizioni climatiche, stress e soprattutto vacanze... perchè una donna lo sa, il giorno che ha un impegno importante, che ha programmato la partenza per una vacanza, il giorno del primo appuntamento,il primo giorno di mare o quando hai deciso di mettere quel vestitino (pantalone) bianco che ti sta un incanto, ecco che loro arrivano... mandando a monte tutti i progetti...
Ma tra un anno, 365 giorni o giu di li, tutto questo potrà essere solo un brutto ricordo.
E' in arrivo anche in Italia la pillola "no stop", l'unica che ti permette di scegliere quando avere il ciclo mestruale, e, gli esperti promettono, senza conseguenze sulla fertilità e sull'organismo.
A differenza della pillola tradizionale infatti questo nuovo metodo contraccettivo prevede un’assunzione continua, senza interruzioni. «La pillola “no stop” sarà messa in commercio insieme ad un dispositivo elettronico – spiega una professoressa pavese – che terrà il conto delle pillole assunte e, una volta decisa la sospensione dell’assunzione, indicherà quando arriverà il ciclo». Questo nuovo contraccettivo è stato presentato in questi giorni a Taormina, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di contraccezione. «Non c’è nessuna controidicazione dal punto di vista medico o fisiologico», spiega Nappi, uno dei 700 specialisti intervenuti al congresso. La nuova pillola è all’esame dell’Agenzia italiana del farmaco, e dovrebbe essere disponibile tra circa un anno. Inoltre gli ormoni contenuti nella pillola possono curare anche altri disturbi come acne, ovaio policistico e altri disturbi legati al ciclo.
Quindi donne tra un anno potremmo dire addio a calendari ed agendine tempestati di palloncini rossi!

                                                                        

                                                                                     (Fonti: varie)