martedì 2 ottobre 2012

AUTUNNO E CADUTA DEI CAPELLI: verità o false credenze?

Questo è il periodo in cui guardando la spazzola e dando un'occhiata al numero di capelli che vi rimangono sopra si pensa alle castagne, sperando che questo periodo passi in fretta per poter vedere di nuovo le nostre chiome risplendere di vita. Questo per quanto riguarda il mito, ora vediamo cosa dice la scienza.
La caduta dei capelli fino ad un centinaio al giorno per le chiome più folte va considerato un normale processo fisiologico della vita dei capelli. Crescita, caduta e ricrescita dei capelli è un ciclo che in un individuo si ripete circa 20 volte, e a volte un ciclo può durare anche 6 anni. Finchè la caduta dei capelli rientra nei confini di questo ciclo di ricrescita non deve preoccupare, ma considerato normale.
Se il rapporto fra capelli in fase di ricrescita e quelli che cadono si sbilancia, e questi ultimi diventano più numerosi, allora siamo in presenza di un problema e dobbiamo cominciare a preoccuparci.
Per quanto riguarda i rimedi pubblicizzati contro la perdita dei capelli alcuni sono veramente efficaci, altri un po’ meno, alcuni sono reali, altri presunti. Per scegliere il rimedio indicato per il proprio problema tra le tante opzioni è importante rivolgersi a un dermatologo esperto in grado di diagnosticare la causa e, da lì, il rimedio migliore e più efficace per frenare o contrastare la caduta. 
Come abbiamo detto in alcuni periodi, come la primavera e l’autunno, la caduta di capelli si intensifica e il numero di quelli “persi” cresce di molto. Ma questa perdita stagionale è, in genere, un fenomeno temporaneo e reversibile che verrà, quindi, affrontato in un certo modo.
Una delle cose da non fare assoltamente è quella di non farsi prendere dal ‘panico della caduta dei capelli’. Questa condizione, infatti, per via psicosomatica, ne accentua la caduta. Se ci si accorge che i capelli stanno cadendo o diradandosi bisogna recarsi subito dal dermatologo per approfondirne la causa. I rimedi, infatti, sono strettamente legati alle cause. Si deve tenere presente che i fattori responsabili della caduta dei capelli sono veramente tanti: la predisposizione genetica (che è quella più importante), gli ormoni o, meglio, la risposta dell’organismo agli ormoni, la nutrizione del sangue ai capelli, le diete drastiche che causano numerose carenze (soprattutto di ferro), lo stress prolungato e l’uso di alcuni farmaci. Anche interventi chirurgici e traumi psichici o fisici inducono un periodo di caduta dei capelli così come il periodo subito dopo il parto, con le sue improvvise variazioni ormonali
Una volta individuata la causa, si deve agire. Se, quindi, si tratta di un problema legato agli ormoni, si useranno farmaci in grado di bloccare il segnale da loro emesso sui capelli. Se la causa è la circolazione del sangue si agisce con i cosiddetti fluidificanti del sangue. Se si tratta di perdita di capelli dovuta a carenze nutrizionali si cerca di reintegrare queste mancanze nell’organismo. Se, infine, si tratta di caduta dei capelli a causa di malattie o di assunzione di farmaci si curano le malattie o si sostituiscono i farmaci. Se c’è una forte predisposizione genetica è più difficile arrestare o arginare la caduta e, in questi casi, si ricorre al trapianto con microinnesti di capelli ‘sani’  che danno un effetto assolutamente naturale e che cresceranno normalmente senza il rischio che il problema di caduta si ripresenti. 
Gli shampoo,  le lozioni o gli integratori hanno senso solo per supportare la cura vera e propria. Questi prodotti possono essere utilizzati soprattutto quando la perdita dei capelli è stagionale o quando è legata a fattori come lo stress, il parto o le diete drastiche, per cui l’organismo ha bisogno di rimettersi in forma. 
Spesso, noi donne soprattutto, pensiamo che i trattamenti estetici possano accentuare il problema, ma
 permanenti, tinture, colpi di sole, lacche e gomme non danneggiano i capelli. Le stirature a caldo possono provocare ustioni con cicatrici dove non ricrescono più i capelli così come certe pettinature etniche completamente inadatte al nostro tipo di capelli, ma nulla di più.  
Quindi importante è conoscere la causa della caduta. 
Comunque possiamo mantenere la nostra chioma bella durante tutto l'anno e soprattutto in autunno, (ma solo perchè i frequenti lavaggi estivi, il sole, mare e piscina hanno messo i nostri capelli davvero a dura prova), con rimedi naturali, o meglio coccolandoli e coccolandoci un pò. Dobbiamo però essere diligenti quando tentiamo di risolvere questo problema grazie ai rimedi naturali. Infatti essi non mostrano alcun effetto immediato e la pazienza è fondamentale. 
  • Alcuni cibi come il miglio (contiene acido silicico che dà struttura alle chiome) e poi agrumi, peperoni, kiwi, ribes nero (forniscono vitamina C che riduce l’azione dei radicali liberi), carne, uova, legumi e vegetali a foglia verde (sono fonte di cistina, un aminoacido che entra a far parte della cheratina, la proteina che forma le cellule della fibra capillare) sono un vero e proprio toccasanaper i nostri capelli.

  •  Potrebbe essere utile anche assumere integratori specifici che agiscano in modo mirato su bulbi, cuoio capelluto e microcircolo, contenenti aminoacidi, antiossidanti, betacarotene, Serenoa Repens, selenio, zinco, vitamine C, A ed E. Questi integratori naturali hanno la capacità di migliorare il volume dei capelli, frenarne la caduta e aumentarne sensibilmente il diametro.
  • I massaggi con l'olio di mandorle sono consigliati anche per chi nota che la propria linea di capelli sta retrocedendo. Dev'essere applicato due o tre volte durante il giorno. Le barbabietole con l'aggiunta di pasta di hennè può controllare, a sua volta, la caduta dei capelli in modo significativo.

    Massaggiare il cuoio capelluto assieme agli oli essenziali come il rosmarino e la lavanda questi oli su una base di routine è un ottimo modo per incoraggiare i capelli a ricrescere, il modo migliore per utilizzare l'olio è quello di metterne un po' sul cuoio capelluto dopo lo shampoo, lasciare in posa per 10 - 15 minuti e risciacquare. Per i casi più moderati, saturate il cuoio capelluto con l'olio prima di andare a letto e poi coprire la testa con una cuffia per la doccia e dormire con l'olio nei capelli. Sciacquate al risveglio. Questa operazione può essere eseguita una o due volte al mese, poiché troppi di questi trattamenti renderanno i vostri capelli troppo grassi.Anche i tuorli forniscono i nutrienti necessari per i capelli. Si può anche scegliere di applicare l'albume. Utilizzatelo mezz'ora prima di lavare i capelli.

    Il calcio è un altro nutriente importante per rafforzare i follicoli piliferi e le radici nel vostro cuoio capelluto. Quindi, comprendete alimenti ricchi di calcio nella dieta.

    Gli alimenti più utili sono quelli ricchi di proteine, che sono: le uova, mandorle, frutti di mare, yogurt, prodotti di soia, ecc.
    Seguite uno qualsiasi di questi consigli per notare subito la differenza, i rimedi della nonna, contro la caduta dei capelli, richiedono tempo e pazienza ma è assicurato ottenere un certo miglioramento!



                                                                                                                  (Fonti: Varie)

     

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lunedì 24 settembre 2012

Leggings: la moda che non si adatta a tutte.

Ho provato a resistere, volevo resistere, ma oggi non posso più farlo. 
Mi guardo in giro e vedo donne con leggings dappertutto, anzi vedo qualsiasi donna con i leggings dappertutto. E, diciamocelo proprio, questo must della moda non sta bene proprio a tutte!
I leggins sono un indumento, dal curioso nome, che è andato per la maggiore negli anni Ottanta e primi anni Novanta. E come spesso succede nella moda, questi aderentissimi pantaloni sono tornati di moda negli ultimi tempi, grazie anche alla loro comodità, ma anche alla sensualità.
Essi infatti hanno cominciato a essere di nuovo presenti nei nostri armadi a partire dal 2005, ma in realtà non sono un capo d’abbigliamento completamente nuovo. Negli anni ’80 e ’90, infatti, li indossavamo già ma allora li chiamavamo fuseaux e come tali vanno trattati quando si indossano.
Ora il maggior difetto di questi "pantacollant" è quello di mettere in risalto i difetti, anche in chi non ne ha, e perciò bisognerebbe pensarci bene quando si indossano.
Quando la moda li ha riproposti, gli stilisti li hanno abbinati a lunghissime maglie o a mini dress, oggi, dopo qualche anno dal loro rilancio, le maglie si sono accorciate, e da sotto abito, il leggings è ritornato ad essere "pantalone".
Purtroppo tutte le cose che gli stilisti lanciano in passerella, non sempre sono mettibili dalla gente comune, anzi diciamo proprio la maggior parte, cosi dovrebbe essere anche per i leggings non necessariamente dobbiamo ubbidire alla moda e non chiederci se il modello prodotto ci esalta o appesantisce.
Ho iniziato quindi a chiedermi a chi donano i leggings, ci sono certi tipi di gamba a cui donano e altri no. Essendo tagliato alla caviglia o peggio al polpaccio sicuramente non slanciano le gambe ma le accorciano. In più se le caviglie non sono sottili, l'interruzione in quel punto le evidenzierà e le penalizzerà. Se poi si sceglie il modello al polpaccio è necessario possederlo molto fine e avere un'altezza di almeno un metro e 75. Certo che se i leggings saranno infilati in un paio di stivali questi due difetti decadono perché è come indossare dei collant. Il difetto principe però che i leggings mettono in evidenza è la sproporzione. Il fatto avvolgono la gamba in tutta la sua lunghezza e che sono aderenti a polpaccio e caviglia crea un'illusione ottica per la quale se il bacino non è della stessa dimensione delle larghezza delle caviglie, risulta più grande. Esempio:
 Quindi si a chi ha i fianchi e il bacino piccolo, altrimenti è meglio evitare.
L'altro difetto che è  messo in evidenza solo da leggings in tessuto sottile o sformato o di bassa qualità è la Cellulite a vista. 
Oltre alla cellulite tutti i rotolini, le culotte de cheval e i polpacci da calciatore vengono messi in chiara evidenza da questo tessuto, perciò i leggings donano a chi è magra, alta, slanciata, ha il bacino piccolo, le caviglie sottile e sedere e cosce sode. Chi è robusta, formosa o semplicemente non longilinea, ha caviglie grosse, fianchi larghi o anche semplicemente normali e un po' di curve non starà bene con i leggings! Ma anche chi è magra e ossuta, con gambe molto sottili risulterà ancora più magra se lì indosserà soprattutto in colori scuri.
Un pro da evidenziare per i leggings, ed è l'unico, è la comodità, sono freschi d'estate, e caldi d'inverno, ma attenzione, questa comodità non deve prevalere sul buongusto.  Quindi si ai leggings sotto abitini e maxi pull anche per chi è in sovrappeso o non è "perfetta" come una modella, ma per favore evitiamo di metterli come se fossero il più bel paio di pantaloni che abbiamo e prima di uscire di casa buttiamo l'occhio al nostro lato B!











                                                                                                                                  (Fonti: Varie)



mercoledì 29 agosto 2012

Procreazione assistita: il diritto alla VITA.

Oggi voglio parlare di un argomento che non dovrebbe stare in questo post, ma vista l'importanza ho deciso di postare. Si tratta della Legge 40 dell'ordinamento civile italiano, la legge che riguarda la procreazione assistita.

"La legge definisce la procreazione assistita come l'insieme degli artifici medico-chirurgici finalizzati al «favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall'infertilità umana [...] qualora non vi siano altri metodi efficaci per rimuovere le cause di sterilità o di infertilità» (...) All'articolo 2 poi si afferma che lo Stato promuove «ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni della sterilità e dell'infertilità e favorire gli interventi necessari per rimuoverle nonché per ridurne l'incidenza», ma nel rispetto di «tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito».
Alle tecniche di procreazione assistita possono accedere «coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi». È vietato il ricorso a tecniche di fecondazione eterologa.
L'articolo 14 vieta la crioconservazione degli embrioni, per ridurre il soprannumero di embrioni creato in corso di procreazione assistita. La crioconservazione è però consentita per temporanea e documentata causa di forza maggiore, non prevedibile al momento della fecondazione."

E' notizia di questi giorni il caso di due coniugi italiani, portatori sani di fibrosi cistica, (La fibrosi cistica (FC), o mucoviscidosi, o malattia fibrocistica del pancreas. È la malattia genetica ereditaria mortale più comune nella popolazione caucasica.) che si sono rivolti alla Corte Europea per poter mettere al mondo un figlio che sia sano, i coniugi hanno già un figlio che, purtroppo, è affetto da fibrosi cistica, e un aborto alle spalle.
L'unico modo per avere un figlio sano è quello di ricorrere alla diagnosi preimpianto, si tratta cioè di vedere quale embrione non è portatore della malattia e impiantarlo. Purtroppo in Italia questo non si può fare, ma si può abortire un feto che si scopra abbia la malattia.
Io non so se è più doloroso per 2 genitori scartare un embrione "malato" piuttosto che abortire dopo settimane di attesa, ma credo che se la scienza può aiutare un nuovo essere a vivere una vita indipendente da macchine e medicine ben venga.
Se poi si pensa che possa passare dalla "diagnosi pre-impianto" all' eugenetica, forse sarebbe il caso di aggiustare la legge e mettere dei paletti, adottando la diagnosi pre-impianto solo ed esclusivamente per curare e non per fare "aggiustamenti estetici" sull'embrione. 
In un periodo di crisi economica, in cui l'assistenza alle persone diversamente abili è calata, in cui l'assistenza alle famiglie è nulla, forse dare una speranza di vita migliore alle generazioni future sarebbe meglio. 
Ovviamente questo è il mio pensiero, chiunque può replicare.
Purtroppo oggi la medicina viene usata anche per scopi lontani da quelli che sono gli scopi primari, ovvero la cura delle malattie: "La medicina è la scienza che si occupa della salute della persone, in particolare riguardo alla definizione, alla prevenzione e alla cura delle malattie."
Quindi in un non lontano futuro spero che la medicina possa riprendersi il suo ruolo e che quando un medico giura lo faccia senza dimenticare quello che dice!

Dal giuramento di Ippocrate (versione moderna).
  • di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
  • di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l'eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;
                                                                                                                            (Fonti varie)

lunedì 20 agosto 2012

HIIT: allenamento perfetto in soli 20 minuti

Arriva l'HIIT, l'allenamento ad intervalli che fa dimagrire e tonifica il corpo.

Perdere peso e tonificarsi non sono sempre imprese impossibili o che richiedono ore ed ore di esercizi estenuanti in palestra: per i superimpegnati che hanno voglia di rimettersi in forma in poco tempo, faticando tantissimo come intensità ma poco come quantità, c’è l’HIIT, acronimo che sta per “High Intensity Interval Training (ossia allenamento ad intervalli ad alta intensità).
Nato negli Stati Uniti, si basa sulla dimostrazione degli effetti positivi degli stimoli allenanti molto intensi per breve tempo. Bastano 20 minuti due volte a settimana per migliorare nettamente il corpo e la capacità cardiaca, considerando che si tratta di allenamento aerobico (e dunque con risvolti prevalentemente cardiocircolatori ad elevate frequenze, come il 95% della frequenza cardiaca massima).
E’ un tipo di allenamento ad intervalli perché prevede momenti di riscaldamento e di ripresa a momenti di scatto intenso. Ad esempio, si cammina a velocità moderata per 5 minuti, poi si corre a velocità elevate per 30 secondi e si cammina per altri 90 secondi, poi si cammina ancora per 90 secondi e di nuovo si corre per 30 secondi, andando avanti così per 10 minuti circa e poi riducendo la velocità, ad esempio, a 4.0 km orari, per 5 minuti di defaticamento. Su questo esempio, per ottenere progressi, è possibile dopo qualche settimana camminare per 30 secondi e correre per 60, fino ad arrivare ad un lavoro equo di camminata di 30 secondi intervallata a una corsa sempre di 30 secondi. Sembra proprio che 20 minuti di HIIT corrispondano a un’ora di jogging, e che il dispendio calorico sia elevato da aiutare il dimagrimento e da velocizzare il metabolismo nelle ore successive all’allenamento. 
Ovviamente devono chiedere consiglio al medico le persone sedentarie, in sovrappeso o con problemi all’apparato muscolo-scheletrico.

Meglio HIIT o corsa a fondo lento ?
Ci sono parecchie discussioni sull’HIIT. La questione è se l’HIIT sia o meno un metodo di dimagrimento più efficace rispetto alla tradizionali routines di corsa a fondo lento.
Sicuramente l’HIIT è un metodo per allenarsi alla fatica in un tempo relativamente breve.
I risultati delle ricerche su questo tipo di allenamento sentenziano che:
  1. un allenamento ad alta intensità (80 % della frequenza cardiaca massima) promuove la costituzione di massa muscolare, che PESA, perciò brucia calorie solo per il fatto di esistere.
  2. un lavoro ad alta intensità, protratto nel tempo, provoca un effetto di intaccamento delle riserve di grasso corporee successivo all’allenamento.
D’altra parte, nonostante gli studi effettuati forniscano un’evidenza sperimentale che l’HIIT può incrementare il fiato e la performance di resistenza alla fatica, il diverso tipo di lavoro ed i diversi rapporti Lavoro/Recupero rendono difficile per un allenatore od un atleta il disegno di una efficace routine d’allenamento.
Un allenamento periodizzato è probabilmente più efficace di un continuo programma di HIIT (2), che NON va considerato un mezzo esclusivo di allenamento quanto piuttosto una integrazione di un programma che preveda esercizi di forza e corsa a fondo lento.                                                     Quindi si tratta di non limitarsi ad un metodo. L’HIIT, infatti, ricorre massicciamente al sistema anaerobico e limitarsi ad esso può a lungo provocare danni. Infatti un eccessivo lavoro anaerobico può aumentare l’acidità del sangue (acidosi) e favorire la comparsa di patologie, oltre ad incrementare il rischio di infortuni a causa dello stress che provoca nell’organismo.
Prima di iniziare l’HIIT, bisogna riscaldarsi adeguatamente. 
Possiamo eseguire HIIT anche in palestra su un tapis roulant, aumentando l’intensità agendo sulla velocità e/o l’inclinazione. Ovvio che, a mio avviso, è meglio andare a correre fuori, con le scarpe adeguate e su terreno sterrato. Invece se pratichiamo lo step o la cyclette, basterà aumentare la resistenza e la velocità.



                                                                                                                               (Fonti Varie)

 


giovedì 9 agosto 2012

L'inattività fisica : mortale come il fumo!

Mentre 2 miliardi di persone, sul proprio divano, seguivano il fantastico Bolt vincere l'oro ai 100 metri, molti di loro non sapevano che quello stesso divano li avrebbe uccisi.
Uno studio scientifico pubblicato su The Lancet ha portato l'attenzione sull'inattività fisica, dicendo che è mortale tanto quanto il fumo. Muoversi poco fa male e se ne può morire.Si stima che ogni anno 5,3 milioni di personemuoiono nel mondo a causa dell’inattività fisica, un dato importante e allarmante. 
I dati pubblicati su The Lancet sono stati raccolti da un gruppo di 33 ricercatori provenienti da diversi Paesi del mondo in occasione dell'uscita della rivista dedicato allo sport e all’Olimpiade 2012: mentre il mondo sta seduto sul divano a guardare i pochi atleti virtuosi far movimento ci si dimentica di svolgere anche il minimo indispensabile di attività fisica quotidiana, e non stiamo parlando di attività fisica vera e propria. Gli studiosi sostengono che anche 30 minuti di passeggiata blanda almeno 5 giorni a settimana, ( per fare la spesa, i lavori di casa, di giardinaggio!) aiutano il nostro corpo a tenersi in forma. Per non parlare di fare 20 minuti di sport almeno 3 volte a settimana (corsa, nuoto, bici, ma anche fare le scale o allungare il passo al parco sotto casa), attività che diminuirebbe il rischio di morire per malattie cardiovascolari! 
L'inattività è un male mondiale che in quanto tale andrebbe curato con interventi governativi, soprattutto nei Paesi occidentali più industrializzati, dove la soglia di attività fisica è più bassa che altrove. Infatti gli studi statistici  registrano preoccupanti tassi di sedentarietà tra i giovanissimi: nella fascia di età tra i 13 e i 15 anni 4 ragazzi su 5 non si muoverebbero abbastanza.
Ma con l'aumentare dell'età aumenta, purtroppo, anche il numero di persone che non si muove e tende a scendere il numero di minuti quotidiani dedicati a una passeggiata, o a un po’ di sport. E cosa ancora più allarmante (visto che sono nella categoria) le persone più sedentarie sarebbero le donne che optano per stili di vita sedentari. 
Ad avvolarare lo studio scientifico, entrano in campo, i numeri di morti per inattività fisica: nel 2008 furono 5,3 milioni su un totale di 57 milioni di morti in tutto il mondo per malattie. Dunque uno su dieci, in misura analoga a i decessi causati da patologie come diabete, cancro ai polmoni, malattie del cuore cosi come i decessi causati da altre cattive abitudini mortali, come le sigarette, o all’obesità dovuta a uno stile alimentare insano. Lo stesso studio ha anche provato a fare una proiezione sulla soluzione al problema: se il livello di inattività calasse almeno del 10 per cento, si potrebbero salvare ogni anno mezzo milione di vite umane, e si darebbe anche una forte riduzione a quelle malattie correlate alla mancanza di attività fisica e di conseguenza all'obesità.


                                                                                                                           (Fonti: Varie)

lunedì 23 luglio 2012

Keep32: e la carie non c'è più!

Buona notizia per tutti quelli che hanno paura di andare dal dentista e cattive notizie per i sopracitati dentisti: i ricercatori americani ( e chi sennò?) hanno scoperto una molecola che è in grado di sconfiggere la carie.
Alcuni ricercatori della Yale University in collaborazione con l’Università di Santiago del Cile, i quali hanno scoperto una molecola in grado di uccidere i batteri che causano le carie nelle cavità dentali.
I ricercatori hanno fatto da poco richieste per il brevetto. La molecola si chiama Keep 32 ed è in grado di uccidere lo Streptococcus Mutans il batterio che, metabolizzando lo zucchero in acido lattico, è in grado di sciogliere lo smalto dei denti.
Ovviamente questa molecola potrebbe essere aggiunta nei dentifrici che utilizziamo quotidianamente, ma secondo me, sarà una scoperta che verrà ostacolata dalla categoria. Vi immaginate che fra qualche anno nessuno andrà dal dentista per farsi curare i denti cariati? Significherebbe che nessuno avrebbe più le dentiere, e quindi la categoria perderebbe parecchio lavoro... 
La nuova molecola, chiamata Keep 32, capace di uccidere lo Streptococcus mutans, ossia il batterio che metabolizza lo zucchero trasformandolo in acido lattico in grado di dissolvere lo smalto dei denti.
Gli scienziati hanno scelto questo nome poiché la molecola aiuta a mantenere la salute di tutti i denti. I sistemi di protezione attuali, come il fluoro, rinforzano lo smalto dentario, mentre la molecola elimina il problema alla fonte. Intanto, sono in attesa di un via libera per i trial clinici.

Dunque, per coloro che soffrono di carie e ricorrono spesso alle cure dei costosi dentisti si accende la speranza di poter confidare in un trattamento che si preannuncia semplice ed efficace. Per la sua versatilità, i ricercatori hanno confermato che la molecola può essere utilizzata in diversi modi. Potrebbe infatti essere presto aggiunta nelle gomme da masticare, nei dentifrici e nei colluttori e, come ipotizzato da coloro che l’hanno scoperta anche nei dolci. I due ricercatori sono ora in cerca di finanziamenti per completare la sperimentazione umana in un periodo di 14 o 18 mesi, in modo da avere presto un prodotto sul mercato.
I due hanno un ambizioso piano di business, mirando alla realizzazione di un fatturato di 300 milioni di dollari nei primi cinque anni di funzionamento. “Vogliamo vendere la licenza per grandi aziende per l’igiene personale, come Colgate e P & G, Hershey, Cadbury Trevor, ed altri”, hanno dichiarato gli scopritori di Keep 32.


                                                                                                   (Fonti: varie)

Bicarbonato e cancro: Bufala o no?

Navigando su internet, in cerca di notizie curiose e non, mi sono imbattuta in un articolo che titolava cosi: 
 "Il cancro si curerebbe con il bicarbonato di sodio, un problema per le case farmaceutiche".  
Ovviamente insospettita ho letto l'articolo, pensando: "vuoi vedere che dopo nni di ricerca alla fine la soluzione era la più semplice?".  Faccio una sintesi:  
Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l'efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. Ecco il comunicato sul quale è scritto :"Il fondo da 2 milioni di dollari servirà a migliorare la misurazione sull'efficacia del bere bicarbonato di sodio nel curare il cancro al seno. E' stato provato che bere bicarbonato di sodio riduce o elimina il diffondersi del cancro nel seno, nei polmoni, cervello ed ossa." La notizia non è priva di fondamento scientifico, anzi, è provata in questo documento della NCBI (National Center of Biotechnology Information) 
In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei, non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato agirebbe come vero e proprio regolatore del pH influendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.   

Ma ovviamente, come la maggior parte delle cose che si trovano su internet, era una semi bufala, infatti cercando altri siti che parlassero della stessa notizia mi sono imbattuta in quest'altro:

"“Il cancro si cura col bicarbonato”: così la scienza diventa bufala nel web"  
Come tutte le epiche legende, una fonte di verità nella notizia c’è. E come tutte le trattazioni scientifiche fatte per mano di letterati, che si improvvisano luminari della scienza, la notizia spesso viene travisata. L’università dell’Arizona studia il bicarbonato ed il cancro? Sì, ma lo studio in realtà riguarda la misurazione dei livelli di Ph, indicatore di acidità o di basicità di una sostanza. Il bicarbonato non è la cura, ma un metodo per misurare il Ph nelle cellule tumorali trattate con la (affatto) miracolosa chemioterapia.

Internet è sicuramente una grande risorsa nel mondo dell’informazione, ma essere un assiduo frequentatore di Wikipedia ed un eccelso commentatore di forum in materia non renderà di certo un medico colui che “traduce” alcune importanti scoperte scientifiche. La traduzione delle scienza non è un compito facile e richiede regole precise, altrimenti il “metodo scientifico” di Galileo Galilei non avrebbe modo di esistere. 

Il consiglio che si può dare è uno solo: diffidate. Diffidate di tutti i rimedi miracolosi che circolano sul web: dalla dieta per perdere 10 chili in 4 ore, alla cura del diabete con 7 chili di zucchero al giorno, alla cura del cancro con il bicarbonato. E se il problema che vi affligge è un emicrania, il consiglio è di tagliarvi la testa. Eliminato il problema, si elimina il dolore. Un rimedio semplice ed efficace, proposto dall’International Center for Headache, con sede a New York. Ovviamente un rimedio inventato. Spero che il lettore abbia diffidato ed avuto il buon senso di leggere fino all’ultima riga, prima di seguire il “miracoloso” consiglio.


                                                                                                                             (Fonti: Varie)