giovedì 15 settembre 2011

DIECI PUNTI PER UN CAMBIAMENTO

1. Il laureato in Scienze Motorie è formato nelle facoltà di Medicina e Chirurgia, ma con un comma discriminatorio (C.7 Art. 2 D.Lgs. n.178/1998) è stato estromesso dalla sanità nazionale. In Italia la "salute" senza la sanità è inattuabile! O: "SCIENZE MOTORIE NELLA SANITA' O LA MEDICINA FUORI DALLE SCIENZE MOTORIE"

2. Il percorso di studi colloca i dottori in Scienze Motorie necessariamente nella prevenzione e nella ricerca scientifica, ma questi vengono costantemente accusati e processati per "ABUSIVISMO": UN PROBLEMA POLITICO!

3. Gli specialisti della preventiva adattata devono essere collocati tra le FIGURE SANITARIE, altrimenti il corso magistrale non ha senso di esistere

4. LA SALUTE DEGLI ITALIANI NELLE PALESTRE DAL 1998 E' IN MANO A SPECULATORI spregiudicati ed abusivi senza titolo accademico: è necessario sanare questo problema!

5. Nelle SCUOLE PRIMARIE dev'essere inserito il dottore in scienze motorie a tutela della formazione motoria di tipo evolutivo

6. Gli ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA RAPPRESENTANO LA FUCINA DELL'ABUSIVISMO in Scienze Motorie. Il sistema formativo di tali enti dev'essere sottoposto alla direzione tecnica di professionisti titolati a tutela della popolazione

7. Il CONI è il più importante organo sportivo italiano, dove anche il laureato in Scienze Motorie è fiero di riconoscersi, ma esso è e RIMANE UN ORGANO AGONISTICO, non formativo per l'attività motoria rivolta a chiunque. Tale formazione spetta esclusivamente alle Scienze Motorie

8. La specialistica di tipo manageriale, nasce per tutelare la popolazione che si rivolge al mercato per l'offerta delle attività motorie, ma ad oggi chiunque può svolgere tale delicata funzione: sono necessari CONTROLLI E PESANTI SANZIONI da parte dello stato per tutelare i cittadini

9. Il laureato in Scienze Motorie deve ritrovare il suo antico ambito anche nelle FORZE ARMATE E DI POLIZIA. Agenti e militari sono cittadini e meritano professionisti che si occupino del loro addestramento

10. La tutela di tutti i cittadini che svolgono attività motorie durante la loro vita dev'essere garantita dallo Stato con una LEGGE ORDINARIA di rango primario, da promulgare con urgenza, garantendo così la democrazia, il diritto, la giustizia e la sicurezza di tutti, individuando esclusivamente nel dottore in scienze motorie l'operatore della salute e della prevenzione, che opera attraverso l'esercizio fisico programmato

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