mercoledì 23 ottobre 2013

Pilates Boxe e Danza: ecco a voi il piloxing!

Prima era l'aerobica, con la sua mise provocante (tutina in lycra dai colori accesi, cintura a segnare il punto vita, perizoma indossato sopra il body e poi gli accessori: polsiere e fasce per la fronte a trattenere la coda di cavallo e gli scaldamuscoli), poi fu lo step, a  rassodare il lato B delle donne degli anni '90, in tempi più recenti kick boxing, balli latino americani, e degli ultimi anni ricordiamo pilates e la moda del momento:  zumba.
Anche quest'anno puntuale arriva un nuovo modo di perdere peso, tonificare e farci sognare il corpo che vorremmo: il PILOXING.
Ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta. 
Innanzi tutto nasce negli Stati Uniti, precisamente in  California ad opera di una dancer svedese, Viveca Jensen, che mescolando le tre discipline del momento: PILates, BOXe, e dancING (piloxing appunto),ne ha fatto un lavoro corporeo ad alta intensità. Agilità e velocità  della boxe, centrati sul core e flessibili in nome del Pilates. Il tutto coronato da qualche passo di danza, per sollecitare ulteriori muscoli e andare a ritmo, essendo la musica il collante di tutto.
Ma anche nata dal mix delle tre discipline, per praticare il piloxing non serve una particolare predisposizione alla danza o ai fondamenti di boxe e pilates, e proprio per questo motivo è  praticato da uomini e donne di tutte le età.
Questo programma di allenamento include, inoltre,  l’uso di guanti appesantiti che migliorano l’allenamento tonificando le braccia e massimizzando la salute cardiovascolare.
Il Piloxing promette di farci dimagrire bruciando fino a 900 calorie nei 45 minuti di ogni seduta d'allenamento.
Gli esercizi sono facilmente modificabili in caso di limitazioni, adatto perfino alle donne in gravidanza, oltre che svolti con diversa intensità, possono essere d’aiuto nella riabilitazione e sono perfetti anche per prevenire cadute o traumi in chi non è più giovanissimo, perché migliorano postura ed equilibrio. 
Curiosi? Allora non resta che aspettare il prossimo  RiminiWellness 2014, dove sarà presentato ufficialmente in Italia. 
Intanto potete fare pratica con il video chetrovate nel post, giusto per non arrivare impreparati....


                                                                                                              (Fonti: Varie)


venerdì 26 luglio 2013

Educazione fisica alla primaria? In Piemonte con l'insegnante specializzato.

Educazione fisica, insegnante specializzato alle elementari

La nuova legge sullo Sport d’intesa con il Ministero, garantisce almeno due ore di attività fisico-motoria in tutte le classi piemontesi della scuola primaria

«Una proposta di legge rivoluzionaria» l’ha definita Alberto Cirio, assessore regionale allo Sport. In effetti, il provvedimento che entro l’anno sarà approvato dal Consiglio regionale ha il merito di un riconoscimento all’educazione fisica, Cenerentola delle materie nelle scuole primarie: oggi come oggi si fa, non si fa o si fa a metà. Comunque a discrezione degli insegnanti. 
La nuova legge sullo Sport, d’intesa con il Ministero, garantisce almeno due ore di attività fisico-motoria in tutte le classi piemontesi della scuola primaria, supportate da insegnanti specializzati, che la Regione si impegna a finanziare. Una novità in Italia. 
In aggiunta, il testo abolisce i costi del certificato di sana e robusta costituzione, necessario per la pratica sportiva non agonistica, che verrà rilasciato gratuitamente dal medico di famiglia. Attualmente il documento costa 30 euro. 
Un’altra novità è il riconoscimento istituzionale della figura del volontario sportivo, equiparata ad altre forme di volontariato: potrà godere di pari dignità nell’ambito di eventuali interventi di sostegno da parte della Regione.

                                                                                                                   Alessandro Mondo
                                                                                                             (Fonte: www.lastampa.it)

giovedì 20 giugno 2013

Metabolismo lento? Scopri come accelerarlo!

Immaginate il corpo come un automobile, a cui  fate il pieno, se viaggiate  piano piano la benzina si consuma. Ora immaginate la stessa macchina che invece rimane chiusa in garage o fa pochi chilometri, è ovvio che il suo sebatoio rimarrà pieno o quasi... poi ovviamente dipende da quanto consuma...
Ora il nostro corpo funziona allo stesso modo, noi mangiando introduciamo "benzina" che dovremmo consumare durante il giorno.
Spesso però il carburante che introduciamo è maggiore di quello che consumiamo, o la nostra "macchina" consuma pochissimo (il che sarebbe ottimo se fossimo un'automobile davvero) e ci ritroviamo ad accumulare riserva che poi si trasforma in grasso corporeo. Di solito bastano le più comuni regole di "vita sana" per perdere peso: mangiare frutta e verdura, ridurre le porzioni, fare attività fisica, o fare 10000 passi, non usare l'ascensore... ma quando questo non basta?
Oggi scopriremo in che modo è possibile aumentare il metabolismo e vivere meglio con noi stessi.
Innanzitutto cerchiamo di spiegare cosa è : il metabolismo è l'insieme dei processi biochimici ed energetici che si svolgono all'interno del nostro organismo; tali reazioni hanno lo scopo di estrarre ed elaborare l'energia racchiusa negli alimenti, per poi destinarla al soddisfacimento delle richieste energetiche e strutturali delle cellule. Un fine meccanismo di regolazione provvede ad equilibrare tutte queste reazioni metaboliche, in base all'effettiva disponibilità di nutrienti e alle richieste cellulari. In parole povere: Accelerare il metabolismo
il metabolismo è la velocità con cui il nostro corpo brucia le calorie per soddisfare i suoi bisogni vitali. Il dispendio energetico però è influenzato da tre fattori:
  • Il metabolismo basale: Accelerare il metabolismo
    il minimo dispendio energetico necessario a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia;
    gcjshgshdvgj
  • La termogenesi indottta dalla dieta;
  • L'attività fisica.
Ora il segreto sta nell'aumentare il metabolismo basale. Ed è cosi che ogni giorno bruceremo più calorie quasi senza fare fatica, e far in modo di bruciare grasso più velocemente anche quando non facciamo cose impegnative.
Ecco cosa fare:
  • Eliminare tutte le bevande ad alto contenuto di zuccheri, tutti gli snack e tutti i cibi pronti.
  • Migliorare la qualità del tuo sonno;
  • Evitare lo stress, é scientificamente provato che aumenta la produzione di cortisolo nel nostro corpo favorendo l'aumento di peso;
  • Evitare le "diete miracolose" a basso contenuto calorico che affamano il nostro corpo e rallentano il metabolismo  impedendoci di consumare troppe calorie (il nostro corpo è progettato per la sopravvivenza);
  • Accelerare il metabolismo
    Fare almeno due o tre allenamenti alla settimana di durata non inferiore ai 40 minuti;
  • Fare più pasti durante la giornata senza mai abbuffarsi, l’ideale è cinque;
  • Non rinunciare mai alla colazione;
  • Idratare bene l’organismo: bere acqua o tè verde, anche le spremute di pompelmo e i succhi d'ananas non zuccherati, aiutano.
  • Aggiungere alla dieta  minestre di verdura e legumi.
         

                                                                                                     (Fonti: Varie)

martedì 18 giugno 2013

Kinesio taping: i cerotti colorati che aiutano il corpo.


Tutti ricordiamo l'immagine di Balotelli che, esultando dopo il gol agli Europei, si togli la maglia e mostra quei simpatici cerotti blu sulla schiena. Molti di noi si saranno certamente chiesti cosa fossero e soprattutto se non fossero solamente un decoro sul corpo dello sportivo in abbinamento alla sua capigliatura da combattente.
Invece no, quei cerotti altro non sono che un nuovo modo per prevenire o curare dolori articolari o muscolari, tecnicamente si chiama KINESIO TAPING o TAPING NEUROMUSCOLARE.
Ma cosa è in realtà e come funziona? 
La nascita di questo metodo risale agli anni Settanta ed è opera di un giapponese, il dottor Kenzo Kase. Ha fatto la sua comparsa ufficiale nel mondo dello sport in occasione delle  Olimpiadi di Seul nel 1988 con la Nazionale Giapponese di Pallavolo, ma nel corso degli anni la sua diffusione ha raggiunto tutto il mondo. In Europa la prima comparsa è avvenuta in occasione delle Olimpiadi di Atene nel 2004. E' impiegato nel trattamento dei dolori muscolo articolari e nella cura di piccoli edemi ed ematomi sottocutanei,  basato sull’applicazione di un bendaggio elastico adesivo con obiettivi terapeutici e bio-meccanici; questa tecnica può essere impiegata in molte aree della fisioterapia e della riabilitazione come supporto per mantenere i risultati ottenuti. 
Il nastro elastico è un particolare tipo di cerotto  in cotone, che non rilascia alcun principio attivo ed è stato brevettato appositamente per il trattamento di piccole lesioni di natura neurologica e/o ortopedica utilizzato per trattare le lesioni di sportivi e atleti e molti disturbi fisici.  Compito dei  muscoli, non è solo quello di muovere il corpo, ma anche il controllo della circolazione dei fluidi venosi e linfatici e della temperatura corporea. Se correttamente applicato questo speciale cerotto può  potenziare gli effetti del trattamento riabilitativo.
Nella lettertura scientifica vi sono prove che l'uso di questo metodo possa produrre significativi benefici clinici. Uno studio randomizzato ha evidenziato un effetto positivo statisticamente significativo subito dopo l'applicazione nella diminuzione del dolore alla spalla, in particolare nei movimenti di abduzione (allontanamento dell'arto dal corpo); di fatto con l’applicazione del nastro non viene ricercato un effetto a lungo termine anche perchè dopo 72 ore viene rimosso. E molto utile se applicato sugli atleti  e nei non sportivi subito dopo la seduta di fisioterapia.
Il vantaggio rispetto ai tradizionali bendaggi è dovuto al fatto che si tratta di un prodotto elastico, non rigido, che consente agli sportivi di muoversi più liberamente, e sentirsi protetti. Inoltre essendo in cotone (non contiene lattice) si riducono  i rischi di sviluppare forme allergiche o di irritazione alla pelle. 
Il cerotto viene  applicato sulla pelle, tagliato a forma di ventaglio,  determinando una serie di  "piccole onde", che vanno ad agire sul flusso linfatico come pompe di drenaggio, favorendo così il riassorbimento dell'edema proprio per questo motivo è molto utilizzato per  ridurre l'infiammazione, la fatica e il dolore muscolare.
Il cerotto è in grado, infine, di svolgere una funzione propriocettiva, come protezione del tendine e del legamento, perchè aiuta a mantenere in posizione corretta le articolazioni e aumenta la percezione di stabilità sulla meccanica articolare
La pelle, l'organo più grande del nostro corpo, è dotata di una serie di ricettori nervosi che attraverso degli stimoli esterni possono comunicare con i muscoli sottostanti, il kinesio
taping  può, a seconda della posizione, della direzione e della tensione, inibire un muscolo sovraccaricato e contratto, che preme sui ricettori del dolore, o viceversa stimolarne uno ipotonico (debole). In questo modo si attenua il dolore e si ripristina progressivamente la funzione motoria.
Inoltre è stato dimostrato che utilizzato su pazienti affetti da colpo di frusta vi è un beneficio statisticamente significativo di questa metodica nelle prime 24 ore dall’applicazione. 
Il kinesio taping è indicatoin presenza di:  
  • Disfunzione articolazione temporo-mandibolare
  • Spalla congelata
  • Tendiniti
  • Epicondiliti
  • Epitrocleite
  • Sindrome da Impingement della spalla
  • Distorsione di caviglia
  • Patologie della cuffie dei rotatori
  • Contratture muscolari
  • Fascite plantare
  • Sublussazione della rotula
  • Stiramento dei legamenti collaterali e dei crociati del ginocchio
  • Sublussazione di spalla
  • Torcicollo
  • Colpo di frusta
  • Edema traumatico o post-chirurgico
  • Instabilità capsulo-legamentose e articolari
  • Squilibri muscolari (tra muscoli antagonisti)
Questo metodo adotta i principi della scienza Kinesiologica, la filosofia di questo metodo é in perfetta sintonia con l'idea che una "funzione costituisce l'organo", quindi con i concetti base dell'osteopatia
Questo metodo inoltre non ha particolari controindicazioni, non va comunque applicato su ferite aperte, dermatiti e altre patologie cutanee; inoltre può essere applicato anche su bambini e sugli anziani.
Gli effetti derivanti dall'utilizzo del taping neuromuscolare sono:

1. Supporto al muscolo

Evita danni e crampi
Aumenta l'ampiezza del movimento

2. Rimuove la congestione

Evita danni e crampi
Aumenta l'ampiezza del movimento
Migliora la circolazione del sangue e della linfa
Rimuove gli eccessi di calore e di sostanze chimiche
Riduce l'infiammazione

3. Corregge i problemi articolari

Aumenta l'ampiezza del movimento
Riduce il dolore
Riduce l'infiammazione

4. Attiva il sistema analgesico endogeno

Migliora l'ampiezza del movimento
Riduce il dolore
Riduce l'infiammazione

Il kinesio taping è inutile se applicato male, quindi è sconsigliato il "fai da te" quindi il mio solito consiglio è quello di cercare terapisti esperti che abbiano praticato corsi appositi e che sappiano quindi come posizionare nel modo corretto le strisce elastiche.


                                                                                        (Fonti: Varie)

mercoledì 12 giugno 2013

-3 kg in una settimana? La dieta dello yogurt


Ormai l'estate è alle porte e come tutti gli anni molte di noi sono arrivate all'appuntamento con la prova costume decisamente impreparate. E allora come fare per recuperare la linea? Un rimedio veloce ed efficace è rappresentato dalla dieta dello yogurt che promette di far perdere fino a 3 kg in una settimana. 
Ricordo però che essendo un rimedio drastico è bene non abusarne visto che, si lo yogurt fa bene, questo tipo di alimentazione è alquanto sbilanciato.
La dieta dello yogurt punta su un obiettivo preciso: consumare ogni giorno yogurt naturale o alla frutta che facilitano la digestione. Sono consentite la saccarina e le infusioni come tè e caffè. La dieta dimagrante a base di yogurt non è indicata per chi soffre di colesterolo alto oppure di calcoli renali o epatici a causa del suo elevato contenuto di calcio e fosforo. E mi raccomando, non va seguita per più di due settimane. O in alternativa una settimana ogni 6 settimane, giusto per tenerci in forma.
Il principio fondamentale di questa dieta è consumare più volte al giorno un vasetto di yogurt naturale, spesso con aggiunta di frutta fresca, capace di smorzare la fame e accelerare la digestione.
Tra i cibi più consigliati da abbinare allo yogurt ci sono riso integrale, cereali, verdure e pesce, mentre sono da evitare la carne, gli insaccati, i dolci, l’alcol, le bibite gassate e succhi di frutta.
Per quanto riguarda i condimenti, per i giorni di dieta – ma è comunque un’ottima abitudine sempre – bisogna consumare solo olio d’oliva a crudo. Niente grassi cotti. Un cucchiaio al giorno di olio, tuttavia, non solo è permesso, ma anche consigliato. Se si usa sulle verdure, sul pesce si possono usare succo di limone e spezie a piacere.
Io consiglio di abbinare questo regime alimentare all'attività fisica, giusto per aiutare il corpo a ritrovare la linea ma non perdere il tono muscolare. Una corsetta leggera di 20 minuti o anche una bella passeggiata a passo veloce o una passeggiata in bici possono garantirci belle gambe e un bel lato B sodo. 

EccO A VOI 2 GIORNI DI DIETA, POSSONO ESSERE ALTERNATI. VA SEGUITA PER 5 GIORNI. 

Io consiglio di mangiare il terzo giorno a cena un petto di pollo o tacchino arrosto con poco olio e senza sale.

PRIMO GIORNO:
  • prima colazione
    • un bicchiere d'acqua fresca (appena svegli)
    • 300 g di yogurt magro (a scelta si possono aggiungere cereali integrali o frutta)
    • the verde o caffè non zuccherati
  • pranzo
    • 300 g di yogurt magro
    • brodo vegetale
    • 2 gherigli di noce.
  • spuntino pomeriggio
    • 300 g di yogurt magro
    • frutta fresca
  • cena
    • 300 g di yogurt magro
    • minestrone di verdura
    • una tazza di camomilla, (prima di dormire)
 SECONDO GIORNO: 

  • prima colazione
    • un bicchiere d'acqua fresca (appena svegli)
    • 300 g di yogurt magro (a scelta si possono aggiungere cereali integrali o frutta)
    • the verde o caffè non zuccherati

  • pranzo
    • 300 g di yogurt magro
    • brodo vegetale
    • frutta
  • spuntino pomeriggio
    • 300 g di yogurt magro
    • the verde o caffè non zuccherati
    • frutta
  • cena
    • pesce
    • insalata mista fresca all'olio (10 g) e limone
    • spremuta d' arancia
    • un panino integrale
    • una tazza di camomilla (prima di dormire)

Durante il primo giorno, mangerete davvero pochino, ma consumerete molto yogurt (tenete conto che un vasetto di yogurt contiene 125 g). Così il gonfiore addominale sparirà subito e potrete affrontare con più entusiasmo "le restrizioni" successive.
Nei quattro giorni seguenti, continuerete a mangiare yogurt, ma la sera potrete cenare con pesce e tanta insalata. Se durante la giornata avete fame sgranocchiate verdura cruda, per esempio le carote, oppure la frutta. Non preoccupatevi delle quantità.
Dopo i cinque giorni di dieta, quando finalmente avrete perso quei due, tre chili di troppo e riuscirete a chiudere la lampo dei pantaloni, evitate di abbuffarvi: riprendete a mangiare normalmente, pur mantenendo qualche sana abitudine. Per esempio continuate a evitare gli spuntini e a riempire il vuoto dello stomaco con frutta e verdura e soprattutto abituatevi ad una vita sana e ne gioverete per un lungo periodo.



                                                                                                                      (Fonti varie)

lunedì 3 giugno 2013

Quando il movimento diventa malattia: la VIGORESSIA


E’ il 1993 quando la vigoressia viene per la prima volta descritta in una pubblicazione scientifica, ed il termine stesso con il quale oggi la si definisce non è ancora stato coniato. I modi per definirla si sono, in questi anni, moltiplicati, parlando di bigoressia o più genericamente di complesso di Adone.
Il disturbo dell’immagine corporea si manifesta con una esasperazione estrema dell’ alimentazione e la difficoltà a porsi in contatto con il mondo esterno, la mancanza di considerazione per se stessi e del proprio mondo personale, la sfiducia, fino ad arrivare alla denigrazione del proprio corpo e alla totale insoddisfazione per la propria forma.
In particolar modo, gli uomini affetti da questo disturbo pensano di avere dimensioni corporee troppo piccole, spesso presentano altre caratteristiche psicologiche a rischio per disturbi mentali come ad esempio disturbo dell’umore, depressione, ansia, tendenza all’isolamento sociale, elevati livelli di perfezionismo, narcisismo e aggressività, scarsa autostima e infine disturbi del comportamento ossessivo-compulsivo.
Soggetti che hanno una percezione distorta del loro corpo, ma non individui magrissimi che continuano a vedersi grassi e bisognosi di dimagrire, quanto soggetti muscolarmente ipertrofici che si percepiscono come flaccidi e poco tonici, tanto da ricercare in modo esasperato un ideale di bellezza e perfezione che inevitabilmente è sempre un po’ più distante del livello raggiunto.
I soggetti affetti da anoressia reverse credono di essere piccoli e deboli, nonostante l’evidenza mostri che in realtà sono grossi e ben dotati, insoddisfatti del loro aspetto fisico sempre protesi al raggiungimento del loro ideale di immagine corporea, spesso sono accaniti frequentatori di palestre, modificano il loro comportamento sociale, trascurano le amicizie, evitano di mostrare in pubblico il loro corpo, si allenano intensamente anche se malati o infortunati , rinunciano al lavoro pur di non saltare la seduta in palestra o modificare il loro programma di allenamento, adottando diete bizzarre iperproteiche e ricche di integratori di ogni genere.

Il forte desiderio, diffuso anche tra i body builder, di controllare il proprio metabolismo attraverso la dieta e l’esercizio fisico, è simile alla necessità di controllo che si riscontra tra i pazienti affetti da anoressia nervosa.
Che lo sport faccia bene è un dato di fatto, ma quando si esagera si può incorrere in una vera e propria malattia solo che qui l'ossessione è soprattutto per il movimento fisico, infatti ci si muove continuamente, si fa palestra per tantissime ore al giorno perchè perseguitati dall'idea di avere un fisico perfetto. Ci si specchia continuamente perchè si ritiene di avere un fisico troppo magro, comportamento tipico degli anoressici che al contrario dei vigoressici però si vedono grassi.
Si sviluppa una vera e propria dipendenza dallo sport, trascurando le amicizie, i legami famigliari, una sorta di isolamento dalla realtà circostante per inseguire un solo ed unico obiettivo, essere in forma, al top della forma.
Insieme alla dipendenza dallo sport si finisce per essere ossessionati dai cibi iperproteici, si sta fin troppo attenti a ciò che si mette nel piatto e molti soggetti consumano dosi massice di anabolizzanti e proteine per aumentare i muscoli finendo per avere conseguenze gravi sul piano della salute.
Riconoscere il soggetto affetto da vigoressia dunque, non è difficile. Egli ha infatti una  resistenza fisica fuori dal normale e la stanchezza viene interpretata come debolezza, lo sfinimento una sensazione positiva. Si vuole sempre di più, non si è mai soddisfatti di se stessi e si perde il contatto con il proprio corpo.
Le persone colpite da Vigoressia sono donne e uomini oltre i trent’anni, ossessionati dal proprio corpo e intenzionati a fare tutto ciò che è possibile per aumentare la massa muscolare. Chi ne soffre in realtà cerca di combattere un senso di incertezza sull’unico ambito in cui può intervenite ” l’aspetto fisico”. Dal punto di vista psicologico la bigoressia (ovvero fame di grossezza) fa sì che la ricerca spasmodica del proprio corpo come asciutto e muscoloso viene accompagnata da una consequenziale insoddisfazione cronica per quello che è il proprio aspetto fisico, accompagnato da un’ossessiva paura di perdere all’improvviso gli obiettivi raggiunti nella forma fisica.
Ecco perché il bigoressico passa la maggior parte del tempo a cercare di mantenere quel tono muscolare perfetto raggiunto con anni di sacrifici e rinunce. Accanto ad una visione del proprio corpo deformata riscontriamo anche un’alterazione dello schema cognitivo.
La ricerca ossessiva della perfezione, denota un progressivo distacco della realtà, e da tutti è percepito solo essere esclusivamente in funzione del raggiungimento di un fisico perfetto.

Un ruolo importante è gioca to anche dai modelli culturali di bellezza e prestazione fisica nei contesti sportivi, dalle pressioni di compagnie, allenatori, com petizioni. Se, poi, alla base, ci so no un senso di inadeguatezza, la paura di fallire ma anche la bas sa statura, ci si convince di poter risolvere le proprie fragilità co struendosi una fisicità imponen te, in palestra, ma anche a tavola.
E’ un gioco altamente pericoloso che dà l’illusione che un giorno potremmo essere felici col nostro nuovo e perfetto corpo.
La cosa difficile può essere riuscire a far comprendere a chi soffre di vigoressia o bigoressia che questi eccessi sono il sintomo di una profonda insicurezza.
In genere non riconoscono il loro disturbo in quanto tale, e non si rivolgono a uno specialista affinché li possa aiutare. Può essere di grande aiuto un percorso di psicoterapia, ma serve anche l’intervento del medico o di un equipe con diverse figure professionali che possano cooperare per il riequilibrio corpo-mente del paziente.


                                                                                                            (Fonti: Varie)

martedì 28 maggio 2013

Autismo: scoperta la causa.

La proteina BMP svolge un ruolo cruciale nel determinare la notevole crescita della "sinapsi gigante" del "calice di Held". A scoprirlo e' stato un team di ricercatori dell'Ecole Polytechnique Federale de Lausanne. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, aiutera' a far luce su numerose patologie neuropsichiatriche. Le sinapsi giganti in questione hanno dimensioni estremamente grandi, si trovano nella parte uditiva del cervello e sono in grado di trasmettere le informazioni sonore tra neuroni con estrema rapidita', in poche frazioni di millisecondo.
Un ritmo molto piu' veloce rispetto a quello registrato nella maggior parte dei circuiti neuronali del cervello, dove la media e' piu' di dieci millisecondi. Per isolare la proteina responsabile del controllo della crescita delle sinapsi giganti, gli studiosi hanno identificato, attraverso l'analisi dell'espressione genica nei topi, diversi membri della famiglia di proteine BMP tra oltre ventimila possibili "candidati".
La conferma del ruolo importante delle BMP nell'indurre la rilevante crescita delle sinaspi giganti e' arrivata dopo alcuni esperimenti che hanno permesso di inibire l'espressione dei recettori di queste proteine nella regione uditiva del cervello delle cavie, causando di conseguenza la produzione di sinapsi di dimensioni ridotte e di diversa tipologia: al posto del gigantesco calice di Held, una serie numerosa di sinapsi piu' piccole. Cio' dimostra che le BMP non determinano solo il processo di crescita ma attivano anche un meccanismo di selezione. Una scoperta importante dato che alcuni disturbi neuropsichiatrici, come la schizofrenia e l'autismo, si caratterizzano per lo sviluppo anormale della connettivita' sinaptica in alcune regioni chiave del cervello.
           

                                                                            (Fonti: Affaritaliani.it)

giovedì 23 maggio 2013

Antibiotici: anche per il mal di schiena?


Sono anni che i medici dicono che prendiamo troppi antibiotici e spesso quando non ne abbiamo bisogno, eppure, forse, tra qualche anno dovremmo prenderli pure per il mal di schiena. Infatti, secondo qiuando sostengono i ricercatori dell'Università della Danimarca del sud e di Birmingham in Gran Bretagna circa il 40% dei mal di schiena sono provocati da un batterio, lo stesso che genera l’acne, il Propionibacterium acnese. E’un batterio che ha già un ruolo conosciuto nell’insorgere di infezioni: per esempio quelle provocate dalla inserzione di cateteri o da interventi per l’innesto di protesi nell’anca. 
La nuova teoria “batterica” è stata formulata nel corso di analisi del sangue capaci di cogliere i segni anche di infezioni di basso livello, di solito non percepibili. “Ci siamo accorti che la maggior parte dei sofferenti di sciatica mostrava anche segni di infezioni batteriche profonde, quasi nascoste”, spiega il dottor Tom Elliott, docente di microbiologia all’ospedale di Birmingham: “Anche se nessuno di questi pazienti aveva mostrato evidenti segni di infezioni negli ultimi sei mesi”. 
Il batterio è difficile da individuare perché si annida nella colonna vertebrale e sa nascondersi: la normale procedura in una ricerca batteriologica prevede, infatti, la coltura di biopsie vertebrali per tre giorni «ma per questo batterio ne servono quattordici» spiega il ricercatore Claus Manniche.
Riferisce il microbiologo:“E’ la prima volta che si parla di infezione a proposito del mal di schiena, ma ricordatevi quanti interventi chirurgici allo stomaco abbiamo fatto, prima di accorgerci che la causa dell’ulcera era un batterio, l’Helicobacter pylori, che si può sconfiggere con gli antibiotici”. 
Lo studio è stato realizzato su 61 pazienti che dovevano subire un intervento chirurgico
per un'ernia al disco. Tutti soffrivano soprattutto di dolori lombari da più di sei mesi e la risonanza magnetica della loro colonna mostrava una spetto caratteristico che i radiologi chiamano Modic 1.
Quando l’equipe di Elliott ha approfondito le analisi è emerso che nel sangue dei soggetti era presente proprio il Propionibacterium acnes, quello che avvia l’acne. 
Nel corso della sperimentazione i pazienti sono stati divisi in due gruppi. Al primo è stato somministrato un placebo per 100 giorni, il secondo è stato sottoposto ad una terapia antibiotica attiva contro il P. acnes, a base di amoxicillina e acido clavulanico. Alla fine della cura solo i pazienti trattati con antibiotici avevano meno frequentemente dolore alla schiena, solo il 19% del gruppo trattato lamentava ancora dolori costanti. L'anno precedente a lamentarsi era il 75%.
In genere la sua presenza in un individuo sano non desta preoccupazioni: ma secondo i ricercatori inglesi è possibile che piccoli traumi ai dischi intervertebrali provochino microlesioni che, per il batterio, sarebbero la sede ideale di sviluppo.
Si creerebbero a questo punto focolai di infezione nascosti che porterebbero a infiammazioni successive e, dunque, ai dolori diffusi al nervo sciatico.  

Un’altra possibile spiegazione del mal di schiena viene dalla terapia viscerale. I muscoli psoas, che sorreggono la colonna, sono contigui alle pareti del colon. Questo organo è la sede più frequente di infiammazioni nel corpo a causa della dieta errata (la colite affligge almeno il 50% del mondo occidentale). Batteri, funghi e virus possono migraredall'intestino attraverso sangue e linfa e fissarsi in uno degli psoas, destra o sinistra a seconda di  quale parte del colon è infiammata. L’infiammazione cronica del muscolo più importante per l’assetto della colonna dà come risultato la lombalgia. 

In attesa di nuove conferme cerchiamo di non abusare di antibiotici e chiediamo sempre parere al nostro medico. 




 
                                                                                                             (Fonti: Varie)








lunedì 20 maggio 2013

Lo sport nella scuola: la proposta di Josefa

''Sono tante le cose che vorrei fare, ma ci sono delle priorita': quella fondamentale e' che i nostri figli abbiano diritto di fare attivita' motoria, non dev'essere una fortuna o un lusso. Dobbiamo garantire ai bambini una vera cultura sportiva e per farlo dobbiamo partire dalle scuole. Su questo sono convinta che il Coni sara' al mio fianco e che anche con la ministra Carrozza (Istruzione, ndr) lavoreremo insieme''. Quest ha detto il ministro dello Sport Josefa Idem al Consiglio nazionale del Coni il 15 Maggio di quest'anno. 
Oggi su  "La Repubblica" è uscito un articolo di cui riporterò un riassunto. Per l'articolo completo potete cliccare sul link.

Tre ore alla settimana, 108 in un anno. Una conoscenza progressiva e obbligatoria dello sport, tutto lo sport: da sperimentare, praticare e veder praticato da altri, quelli bravi. Discipline da provare, tutti e tutte: sport di base, nuoto e atletica, obbligatori e naturalmente gratuiti; sport di "adattamento all'ambiente", come orienteering, arrampicata, ciclismo, pattinaggio su ghiaccio o a rotelle; sport intrecciati col territorio e la cultura locale: sci per chi è in montagna, vela per chi è al mare, canoa o kayak per gli altri; sport di "cooperazione e opposizione individuale": discipline di combattimento (lotta o pugilato), di racchette (tennis o tennistavolo o badminton) di squadra (calcio, pallavolo, basket e pallamano); sport "artistici ed estetici": danza e ginnastica. Si fa tutto a scuola, durante le 108 ore e in quelle facoltative al pomeriggio, perché ogni scuola deve (non: può. Deve) essere dotata di un'associazione sportiva scolastica che dia accesso alle attività, gratuite o pagando un modesto contibuto. Se a qualcuno l'elenco appena descritto sembra il programma del paese dei balocchi, sappia invece che è il programma dell'educazione sportiva nelle scuole elementari pubbliche in Francia, il nostro grande paese cugino. Scuole elementari, primarie, chiamatele come volete, insomma, i primi anni di vita sociale organizzata dei bambini. Si chiama EPS, un acronimo per Education Physique et Sportive, roba semplice da capire, molto più difficile da fare. Eppure loro la fanno, i
francesi che poi si incazzavano quando Bartali li batteva. Ora ci battono loro a noi, e non si parla solo di
medaglie olimpiche, ma di un bel pezzo di investimento sul futuro.Non è una novità, che la Francia investa così tanto nell'educazione sportiva. Lo è invece, almeno nelle intenzioni, che anche in Italia qualcuno si stia ponendo davvero il problema di come e cosa fare dello sport, dopo decenni di abbandono, un abbandono non finanziario, ma politico, culturale, strategico.
Adesso il ministro dello sport, Iosefa Idem,  dopo aver fatto l'atleta olimpica per tutta la vita  ha voglia di provarci a entrare davvero dentro le scuole con concetti semplici e preziosi: la multidisciplinarietà, le società sportive d'appoggio, la revisione dei programmi, un approccio culturale allo sport non più da dopoguerra, ma da terzo millennio. Roba elementare, appunto, che qualcuno, nelle periferie più illuminate dello sport italiano  ha già capito. Vedremo se basterà l'impegno, e la sintonia con il presidente del Coni, Malagò. Vedremo se un ministro senza portafoglio ma con parecchia energia riuscirà almeno ad accendere un luce. 


Purtroppo sappiamo bene in che condizioni sono le scuole italiane, e soprattutto le strutture sportive delle scuole italiane, credo che potremmo stare tranquilli a sognare ancora per parecchio tempo.


                                                                                                   


                                                                                                       (Fonti: La Repubblica e varie)

martedì 7 maggio 2013

Piloga: la moda 2014

Come ogni disciplina sportiva che si rispetti anche questa nasce in America, e si appresta a diventare di moda con l'apertura del nuovo anno sportivo.
Il Piloga non è altro che l'incrocio tra il Pilates e lo Yoga e, dicono gli esperti, si appresta a scavlcare anche la tanto famosa Zumba e il tnto osannato Pilates.
Quindi da prossimo Settembre le palestre organizzeranno corsi di Piloga promettendoci chissà quali risultati e quali miracoli, come ogni nuova disciplina che si rispetti.
Ma vediamo in dettaglio di cosa si tratta.
È un incrocio delle due attività-cult del momento e punta al benessere psicofisico totale, permette di avere il controllo sul proprio corpo, la consapevolezza della respirazione, essere padroni di ogni muscolo e di ogni movimento, avere una postura equilibrata e una maggiore elasticità, seguite da chi è alla ricerca di un allenamento tonico, riequilibrante e rilassante, che agisca anche su anima e corpo, con effetti detox e antistress.
L’obiettivo del Piloga, chiamato anche Yogilates, è la messa a punto di un protocollo di lavoro che esalti le caratteristiche di concentrazione dello Yoga fondendole insieme a quelle più spiccatamente fisiche del Pilates. Joseph H. Pilates, inventore dell’omonimo e fortunato metodo si ispirò per la sua creazione allo Yoga proprio per le eccellenti caratteristiche legate al controllo, alla concentrazione e la respirazione. Questo metodo vuole andare oltre l’insegnamento di Pilates. Il fine è di riuscire a unire insieme le posizioni statiche dello Yoga (Asana) e gli esercizi del Pilates.
Il termine Yoga deriva dal sanscrito e significa giogo, unione. L’interpretazione è proprio quella di aggiogare il corpo al controllo della mente. Nel corso degli anni, i diversi maestri e le diverse filosofie hanno dato origine ad innumerevoli tipologie di Yoga. Quella forse più conosciuta e che ha una componente fisica più forte è l’Hatha-Yoga. Ogni posizione viene tenuta in maniera statica e ripetuta diverse volte sfruttando la concentrazione e la respirazione.
Quelle più conosciute sono ad esempio quella dell’albero, della montagna, della barca o del fulmine. Il risultato è un allenamento che in un'unica seduta permette di massimizzare i benefici di entrambe, agendo sull'allineamento posturale e sul baricentro del corpo.
Il punto fonte di tale nuova tecnica è sicuramente la possibilità di svolgere un movimento graduale, che non conosce traumi, strappi e sforzi sbilanciati: ogni posizione viene raggiunta nell’assoluta calma e concentrazione, ascoltando il proprio corpo, gli equilibri ed i limiti che ci impone.
Dall’esterno il movimento appare bello ed elegante, poiché non conosce pause o elementi di rottura, ma avviene in maniera continua, dalla posizione iniziale fino ad arrivare all’evoluzione finale ed al raggiungimento del livello massimo di estensione ed allungamento.

                     

                                                                                                                     (Fonti: varie)

sabato 4 maggio 2013

Aforismi e citazioni sullo sport e sugli sportivi

L'uomo che non sa correre, saltare, nuotare è un'automobile di cui si sarebbe innestata sempre e soltanto la prima.
Jean Giraudoux, Lo sport, 1924


I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione.
Muhammad Ali


Se passi troppo tempo a riscaldarti, perderai la gara. Se non ti riscaldi affatto, può capitare che non la finirai nemmeno.
Gianni Bugno
  

Anche questo è un vantaggio del correre rispetto agli altri sport: ognuno va per conto suo e
non ha da rendere conto agli altri.
Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore, 1979


Lo sport consiste nel delegare al corpo alcune delle più elevate virtù dell'animo.
Jean Giraudoux, Lo sport, 1924


Lo sport è l'unica cosa intelligente che possono fare gl'imbecilli.
Mino Maccari, Punture, 1928


Lo sport è l'esperanto delle razze.
Jean Giraudoux, Lo sport, 1924


Non è raro che un non sportivo e uno sportivo muoiano alla stessa età: ma il primo ha vissuto in stato di conservazione e l'altro in stato di vita.
Jean Giraudoux, Lo sport, 1924







                             (Fonti: Varie)

Tanoressia: quando la tintarella diventa una droga


Con il termine tanoressia si intende la compulsione ad esporsi esageratamente ai raggi solari. Come l'anoressia anche la tanoressia può essere considerata una dispercezione corporea. Se l’anoressico non si vede mai abbastanza magro, allo stesso modo il tanoressico ritiene di non essere mai sufficientemente abbronzato, suggestione che può portare il soggetto ad una forma di dipendenza dall'abbronzatura.
Nel 2005 un'èquipe di studiosi della University of Texas Medical Branch di Galveston ha realizzato un questionario i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Archives of Dermatology, risultati che secondo gli autori dimostrerebbero l'esistenza di un disordine psichico assimilabile alla dipendenza da droghe o alcool ma relativo all'eccesso volontario di esposizione ai raggi UV. La tanoressia può condurre a conseguenze gravi legate alla prolungata esposizione ai raggi UV, tra cui il cancro alla pelle, con particolare riferimento al melanoma il cui rischio di insorgenza verrebbe aumentato del 75%
Questo disturbo si fonda su un senso di insicurezza del sé corporeo per cui le persone hanno un bisogno ossessivo di apparire sempre  abbronzate e se ciò non accade entrano in ansia e non si sentono sicure di sé. Il tono dell'umore, l'autostima e il senso di benessere sono quindi direttamente proporzionali al livello di abbronzatura. I tanoressici hanno dimostrato un basso livello di attenzione nei confronti dei pericoli che la loro dipendenza può loro provocare. In pratica preferiscono avere qualche ruga in più e rischiare la comparsa di tumori della pelle ma non rinunciare ad avere un aspetto abbronzato”.
Inutile dire che, con l'estate in arrivo, i tanoressici sono più esposti ai rischi derivanti da un'eccessiva esposizione solare, come la formazione di nei, rughe e melanomi.Non solo arrossamenti, eritemi e ustioni, ma anche melanomi maligni, varie forme di carcinoma e invecchiamento cutaneo. Questi i rischi che corre chi “abusa” del sole senza proteggersi. E se il 71% degli italiani sembra essersi ormai convinto della necessità di utilizzare opportune creme filtranti scelte in base alle caratteristiche della propria pelle, il restante 29%, praticamente 3 connazionali su 10, rifiuta ancora l'idea di una tintarella intelligente. E nella maggior parte dei casi lo fa per ragioni ''quantomeno curiose, purtroppo indice di una certa ignoranza''. Parola degli specialisti del Gruppo italiano di fotodermatologia (Gifde) della Società italiana di dermatologia e venereologia (Sidev), che hanno condotto un'indagine in materia. 
Dopo mesi in cui la pelle è stata coperta, la sua esposizione al sole deve essere graduale e non totale come molti di noi fanno. Sono tre i passi da fare per non incorrere in rischi: "pulire, tonificare e idratare. Azioni che fanno sì che la pelle arrivi nello stato ideale per accogliere i raggi sani e proteggersi da quelli dannosi come i raggi UVA che, penetrando in profondità, sono responsabili del foto invecchiamento, di allergie solari e nei casi più gravi dei tumori della pelle" spiega il la dott.ssa Fabbrocini.



                                                                                                        (Fonti: varie)

mercoledì 17 aprile 2013

L'osteopatia pediatrica

L’osteopatia si esprime attraverso il Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT) effettuato dall’osteopata per fare diagnosi, per trattare e prevenire la malattia. 
Si tratta di un trattamento non invasivo che trova uno svariato campo di applicazione in quanto, come precedentemente accennato, l’unità del corpo e la correlazione tra struttura e funzione sono causa ed effetto di una manifestazione sintomatica che riguarda non solo l’aspetto strutturale ma di tutto l’organismo.
Per tale motivo l’osteopatia si occupa sia di problemi dell’apparato muscolo scheletrico sia di patologie che spaziano dalla cefalea all’infertilità, dal mal di schiena alle cardiopatie alla sindrome del colon irritabile a molto altro.
Le tecniche utilizzate dagli osteopati sono svariate: tecniche strutturali, viscerali, miofasciali, funzionali e cranio-sacrali.
Grazie al suo approccio ”dolce” e alla completa assenza di controindicazioni, l’osteopatia è indicata per tutte le fasce di età dai neonati agli anziani.
Non vi sono molte differenze nel trattamento osteopatico dell’adulto da quello pediatrico. Le esperienze prenatali, perinatali e postnatali condizionano peró il metodo diagnostico e l’attenzione cosi come l’educazione dell’osteopata stesso. Anche le particolari dinamiche dello sviluppo e la patologia richiedono una conoscenza specifica da parte dell’osteopata. Lo sviluppo dei diversi tessuti ed organi del bambino, cosi come i vari processi fisiologici rappresentano una particolaritá nell’osteopatia pediatrica, soprattutto nei confronti degli sviluppi rapidi a livello senso-motorio ed emozionale dei bambini. 
E’ credenza comune che neonati e bambini non debbano avere stress o tensioni nel loro giovane corpo; purtroppo la realtà è diversa. La nascita è l’evento più stressante della nostra vita. Il neonato viene sottoposto ad enormi forze, quando l’utero lo spinge contro le pareti del canale vaginale. Il neonato deve ruotarsi e torcersi, mentre viene compresso tra le ossa della pelvi nel suo viaggio breve ma altamente stressante, verso il mondo esterno.
Il cranio del neonato ha la capacità notevole di assorbire questi stress durante un parto naturale. Per ridurre le dimensioni della testa, le morbide ossa si sovrappongono, piegano e “deformano” mentre il neonato discende. Il mento del neonato è normalmente ben piegato verso il busto in modo da presentare un diametro minore del cranio. Spesso molti neonati nascono con un cranio di forma strana come risultato di questo travaglio. 
Se durante la gravidanza la mamma soffre di lombalgie, sciatalgie, tensioni addominali è molto probabile che tutte le strutture coinvolte non riescano a compensare le richieste di un continuo adattamento dato dalla crescita del feto. Il bacino non si predispone nella migliore condizione per affrontare il parto e ciò può provocare compressioni anomale e asimmetriche al futuro neonato ancora prima di nascere.
Nei primi giorni di vita extrauterina, con l’inizio delle poppate, di pianti e sbadigli, la testa del neonato perde la sua estrema plasmabilità. Tuttavia, questo processo, specialmente se la nascita è stata difficoltosa, risulta incompleto, causando al neonato stress e tensioni.
L’Osteopatia Cranio-Sacrale (OCS) è un metodo non invasivo ed efficace di trattamento  manuale molto indicato per i bimbi e bambini come per gli adulti. Essa è uno strumento di valutazione in oltre è preventivo e correttivo. Una seduta di OCS al neonato può minimizzare o eliminare le conseguenze di una nascita difficile ed aiuta a assicurare una buona salute ai bimbi. Tutti i neonati dovrebbero ricevere delle valutazioni e trattamenti di OCS il più presto possibile subito dopo la nascita. I bambini dovrebbero continuare a ricevere l’OCS periodicamente per tutta la durata dell’infanzia mentre si adattano al processo della crescita.
Inoltre la possibilità di curare sin dalla primissima infanzia eventuali malformazioni, scompensi della struttura ossea e disfunzioni dell’apparato membranoso e legamentoso può evitare dolorosi e lunghi percorsi di cura una volta adulti.
 
 
                                                                                                           (Fonti: varie)