lunedì 4 aprile 2011

Piede piatto: che fare?

Tutti i bambini nascono con il piede piatto. E' la norma: quasi tutti evolvono spontaneamente verso lo sviluppo di un piede normale con gli archi plantari ben rappresentati entro i 7-10 anni.
Altri invece conservano il piede piatto anche da grandi. Non è il caso di di allarmarsi: i plantari sono realmente necessari in pochissimi casi.   Per la correzione definitiva del piede piatto occorre l'intervento chirurgico. Riservata a pochissimi casi la chirurgia tradizionale, molto cruenta ed invasiva, che prevede la soppressione di alcune articolazioni del piede e la trasposizione di grossi tendini. Oggi si corregge il piede piatto in modo mininvasivo. Per via percutanea si introduce nel piede una vite che impedisce la rotazione verso l'interno della caviglia oltre il limite fisiologico. Tanto basta a mantenere l'arco plantare ed a correggere il piede piatto in modo definitivo.
E non vi è un secondo intervento per la rimozione dell'ortesi. I risultati eccellenti di queste metodiche mininvasive sono ormai confortate da follow up di oltre dieci anni e da continui confronti con altre metodiche. Una opportunità chirurgica che tuttavia non è per tutti. I criteri di selezione per ottenere risultati eccellenti sono molto rigidi ed è necessaria una valutazione biomeccanica e radiologica accurata.
 
L'INTERVENTO SOLO NEL 3% DEI CASI

Plantari tradizionali
I plantari tradizionali sono come gli occhiali: appena tolti il difetto si manifesta nuovamente. Questo il risultato di alcuni recenti studi statistici: il plantare tradizionale non modifica lo sviluppo dell'arco plantare. Il piede piatto, se tale, resta piatto anche dopo anni di diligente correzione con il sostegno di una ortesi plantare tradizionale. Giudizio negativo anche per le calzature correttive, alte e rigide: nel tempo è sempre la scarpa a modellarsi sulla forma del piede e mai il contrario. Altri studi hanno dimostrato che solette galvaniche (tipo Bricot) riescono con il tempo a dare buoni risultati su un piede piatto.

Solette Galvaniche
Attenzione: l’azione delle solette galvaniche o di quelle propriocettive è del tutto dissimile da quella dei plantari ortopedici con rilievi superiori ai 3 millimetri, i quali costituiscono un’aggressione ai recettori esterocettivi e propriecettivi del piede e che, eccetto qualche caso di piedi traumatizzati o neurologici e specialmente nel bambino devono essere assolutamente vietate.

Molti studiosi hanno dimostrato che  è  l'uso precoce delle scarpe a ritardare lo sviluppo del piede e a favorire dismorfismi: due studi hanno messo a confronto bambini occidentali con bambini di zone rurali indiane ed africane. Risultato: i bambini che camminano scalzi (su superfici incoerenti e "informative" come sabbia e terra) sviluppano piedi più sani di quelli che utilizzano fin dai primi passi scarpine e "plantarini". Il piede non è solo uno strumento di propulsione per il passo, è anche un organo di senso. Ad ogni passo appoggia al suolo tutta la pianta e per un breve momento si rilascia per meglio aderire e raccogliere le informazioni tattili dal terreno. Poi in base alle percezioni raccolte, durezza e asperità del suolo, si irrigidisce e si trasforma in una leva che spinge e fa avanzare il passo.
Questo lavoro di elaborazione, di informazione e di attivazione dei muscoli del piede viene quasi annullato dalla suola delle scarpe. Lasciare i bambini scalzi almeno d'estate su superfici incoerenti e "informative" come sabbia e terra favorisce invece la maturazione del piede e quindi un più sano sviluppo.
Così, il più delle volte, è il tempo a correggere il piede piatto: il grado di valgismo del piede, che esprime la gravità del piede piatto, si riduce spontaneamente con lo sviluppo e la maturazione ossea. Bambini che hanno il piede piatto a tre anni di età, possono mostrare un piede perfetto a sette, otto anni di età senza che sia stato utilizzato alcun presidio correttivo. E anche se il piede resta piatto negli adolescenti e nei giovani adulti il più delle volte non c'è motivo di allarmarsi. Quasi sempre il piede piatto osservato da fermo diventa normale durante il passo. Infatti il piede durante la deambulazione e la corsa grazie all'intervento dei potenti tendini che lo controllano riacquista le normali curvature.

                                                                                            (Fonti varie)
 

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